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I casi di Theodore Boone - Il fuggitivo

fuggitivo

Theodore Boone, con tutti i suoi coetanei della scuola di Strattenburg, va in gita scolastica a Washington DC. I ragazzi sono tutti eccitati, ovviamente, mentre raggiungono con i genitori il piazzale della scuola. Il programma prevede quattro notti fuori casa e diverse escursioni. Ma Washington è una città grande e non è possibile vedere tutto, per cui viene data la possibilità ai ragazzi di votare e scegliere le mete. Appena giunti Theo si fa convincere e con altri compagni e il professore di storia che li accompagna, venti in tutto, va a visitare il Teatro Ford, luogo dove è stato ucciso il presidente Abramo Lincoln. Il prof. Babcock, visto l’esiguo numero di studenti, opta per la metropolitana, piuttosto che il pullman. Arrivati sulla Decima Strada hanno la loro bella lezione di storia particolareggiata. L’insegnante indica il teatro e parla del confederato John Wilkes Booth, attore molto famoso, che ha, quindi, una certa libertà nel muoversi dentro il teatro, conoscendo tutte le maschere. Infatti, raggiunge il palco dove Lincoln e sua moglie stanno assistendo alla commedia Il cugino americano, spara al presidente alla nuca, quindi salta sul palcoscenico rompendosi una gamba, ma riuscendo a fuggire da un ingresso secondario. È nel palazzo accanto al teatro, come indica il prof Babcock, all’epoca una pensione, che un gruppo di medici assiste Lincoln per tutta la notte, ma il presidente muore. Theo si sta proprio annoiando: lo incuriosisce solo la pistola usata da Booth ed esposta a teatro. Alle 16.30 i ragazzi riprendono la metropolitana per riunirsi con i loro compagni e a Theo non sfugge un tipo che legge il giornale. Ha un’aria familiare. Non ci mette troppo a identificare Pete Duffy, l’uomo più ricercato di tutta Strattenburg e dell’intera contea di Stratten. È accusato di aver ucciso la moglie, ma è fuggito prima del processo…

Come tutte le storie di John Grisham e quelle della serie di Theodore Boone in particolare, l’esito del caso arriva solo a una manciata di pagine dalla fine. Fino a quel punto succede di tutto di più e il povero Theo si ritrova sempre in mezzo, anche nel dover consigliare gli adulti sulle scelte più giuste da operare. La sua onestà di ragazzino pulito e di buoni sentimenti lo rende apprezzabile da tutti. È sveglio, attento, coerente, un personaggio davvero “gratificante” per il lettore che ogni tanto gradisce anche una lettura estremamente piacevole e rilassante. Eh sì, perché pur essendo destinata ai ragazzi, la serie costituisce un piacere anche per gli adulti. Mai banale, in grado di insegnare sempre qualcosa, anche questo quinto romanzo del gruppo dedicato al piccolo avvocato in erba, non manca di coinvolgere tutti nelle questioni legali. Dicono che abbia indirizzato molti ragazzi nella scelta di un percorso scolastico destinato alla carriera legale e questo non sorprende assolutamente: stare dalla parte giusta, ovvero quella degli innocenti, dei più deboli, leggere di tribunali e studi legali che grazie a Theo Boone sono alla portata dei più giovani, può sicuramente ispirare nella scelta di un futuro professionale e di un percorso di studi che portano alla carriera di avvocato o di giudice, nel tentativo di emulare Theo o quanto meno di essere animati dallo stesso amore per la legge e la giustizia e, riconosciamolo, anche per quel pizzico di avventura che avvolge ogni episodio.