Salta al contenuto principale

I demoni di Wakenhyrst

I demoni di Wakenhyrst

La tenuta di Wake’s End, dal 1913 tristemente nota per l’omicidio di cui è stata teatro, sorge isolata nei pressi della Palude di Guthlaf. Quello che si sa è che Edmund Sterne, rispettato storico appassionato di Medioevo, era uscito di casa, in pieno giorno, con un punteruolo da ghiaccio e un martello da geologo e aveva ucciso, in un modo assai sadico, il primo che gli era capitato sotto tiro. Aveva poi dichiarato di essere stato lui ma di non aver fatto niente di male. L’unica testimone, Maud, la figlia, non ha mai rivelato nulla. Aveva solo sedici anni ai tempi del macabro accaduto, ed è rimasta nel più segreto silenzio per più di cinquant’anni, vivendo di una piccola rendita, con servizi e servitù al minimo, senza contatti con l’esterno. Ora il ritrovamento degli strani dipinti che il signor Edmund aveva continuato incessantemente a realizzare fino alla sua morte, ha dato nuova attenzione al caso. Raffiguravano tutti la stessa, misteriosa scena: una donna bionda, di schiena, al centro e tutto attorno un brulicare di strane creaturine (elfi, fate, demoni?) La dottoressa Robin Hunter è interessata al valore artistico di quelle opere, ma c’è anche chi vi cerca un messaggio in codice, un modo di Edmund di rivelare la propria innocenza e dire che l’omicidio è opera di Maud. Per far fronte alle infamanti accuse di pazzia che le stanno piovendo contro e ai costosi danni alla sua dimora storica, recentemente provocati da una forte tempesta, Maud ha invitato la dottoressa Robin a Wake’s Hand. Sembra finalmente decisa a raccontare la sua storia, la vera storia...

Da tempo Michelle Paver, nota per le saghe Cronache dell'era oscura e Cronache dell'età del bronzo, aveva intenzione di scrivere un romanzo gotico. Probabilmente per via del fascino che prova nei confronti del passato e delle presenze inquietanti, che già si poteva notare nei suoi romanzi per ragazzi, e che qui ci investe sin dalla copertina. Nella videointervista disponibile sul sito dell’editore, la Paver afferma che I demoni di Wakenhyrst è il libro migliore che ha scritto e ci racconta (come anche nella sua postfazione) il processo che ha portato alla sua ideazione, e che ha esso stesso qualcosa di misterioso: nel giro di pochi giorni tre tracce del passato - un libro, una mostra e un dipinto - e le suggestioni che le hanno provocato, si sono fuse e hanno portato alla creazione di Wake’s Hand e dei suoi abitanti. Allo stesso modo, il passato torna, protagonista del romanzo; emerge a condizionare in particolare Edmund. Il legame che questi ha con il tempo che studia, il Medioevo, diventa viscerale, fa riaffiorare antiche colpe e paure, dettate dalla sua profonda religiosità e dalla superstizione, mai sopita in una terra dominata dalla palude, rimasta immutata per secoli a suggerire all’uomo l’idea di malattia e morte. Attraverso gli occhi della figlia e le sue progressive scoperte, entriamo lentamente nel medioevo personale di Edmund. La narrazione si arricchisce di estratti dalle pagine del diario dell’uomo e dalle sue traduzioni delle memorie di una mistica, in un crescendo di rivelazioni che solo apparentemente svela il mistero e che invece ci raccontano il mutare dei sentimenti di Maud nei confronti del padre e la fine della sua infanzia.