Salta al contenuto principale

I dominatori dell’Aldilà

idominatoridellaldila

È una tiepida sera di aprile quando Alessandro, a passeggio per le vie di Milano, scorge una figura incappucciata alle spalle di una donna dal passo rapido. È la prima volta che la vede. La seconda avviene il giorno seguente. Durante il suo turno di lavoro mattutino in banca, scorge nuovamente la figura in nero alle spalle di un’anziana donna, con la falce alzata al di sopra della testa di quest’ultima. Quando la falce viene calata, la donna, investita da un’automobile, muore. In quel momento è chiaro: la presenza oscura che apparentemente solo lui è in grado di vedere è la Morte. Su una cosa, tuttavia, Alessandro si sbaglia: la rara capacità non appartiene solo a lui. Dopo l’episodio, un uomo irrompe nella sua vita. Edoardo, rispondente all’appellativo di ‘Maestro’, sembra avere tutte le risposte. Grazie a lui, Alessandro scopre dell’esistenza dei Dominatori dell’Aldilà: un gruppo ristretto di uomini in grado di vedere l’Oscura Signora e di comunicare con essa. Salvatore, Antonello e Aimone condividono con lui il potere infausto. La vita di Alessandro cambia radicalmente, è obbligato a lasciare la sua casa ed il suo lavoro per intraprendere la missione sostenuta dai Dominatori: tutelare gli uomini, comunicare con la morte e proteggersi dalla minaccia della Chiesa che non vede di buon occhio il loro potere. Le prime cose che la nuova recluta apprende riguardo il gruppo al quale si sta unendo sono che le origini dei Dominatori risalgono ad epoche antiche e che le donne non possono ereditare tale capacità. Almeno, così si era creduto fino all’arrivo di Sofia. Qualcosa dall’Aldilà si sta risvegliando e i Dominatori dovranno essere pronti…

I Dominatori dell’Aldilà è il romanzo d’esordio del milanese Riccardo de Lodi, nato grazie alla splendida realtà di Bookabook. L’innovativa casa editrice, dopo un’accurata scelta delle storie da pubblicare, lascia che sia la stessa community di lettori a leggere le bozze e a dare i consigli utili per perfezionarle. Un’iniziativa lodevole che dovrebbe poter contribuire ad alzare la qualità dei manoscritti che arrivano alla pubblicazione. Non è purtroppo il caso del libro in questione. L’idea di partenza è promettente e ricca di elementi intriganti: morte, vita, amore, amicizia e tutti gli antichi misteri della storia, iniziando dai tanti legati alla Chiesa. I periodi storici presi in considerazione contribuiscono ad infittire l’alone di mistero che si intende creare, spaziando dall’Antica Grecia al dominio delle casate dei Borgia e dei Medici, fino ai giorni nostri. Ma le buone intenzioni, seppur intriganti, rimangono buone intenzioni. La sensazione che tristemente accompagna il romanzo è la fretta. Tutti i salti temporali sopra citati trovano spazio in un volume di appena 250 pagine. Decisamente poche per una trama degna di un novello Dan Brown. Il romanzo inizia con il reclutamento di Alessandro, il protagonista, da parte dei Dominatori dell’Aldilà: gruppo di quattro uomini in grado di vedere e dialogare con la Morte. Possiamo assistere, tra le pagine, ai flashback di quando ognuno dei membri venne reclutato da Edoardo, loro Maestro. Inspiegabilmente, quando la morte appare loro la prima volta e comprendono la verità, nessuno sembra però sconvolto. La consapevolezza della loro macabra qualità li lascia tanto indifferenti da provocare quasi fastidio nel lettore. Le reazioni dei personaggi sono decisamente surreali, accettano di lasciare il proprio lavoro, la propria casa e la propria vita per unirsi ai Dominatori con la rapidità di uno schiocco di dita. Quanti di noi reagirebbero bene o, per meglio dire, non reagirebbero affatto apprendendo di poter vedere la Morte? Evidentemente cinque. E guarda caso sono proprio loro i personaggi di questo libro. La totale assenza di un’analisi sulle emozioni dei poveri malcapitati rende il lavoro di world-building decisamente inefficace. Entrare in simbiosi con i protagonisti e calarsi in questo universo horror ricco di pretese è semplicemente impossibile. Sicuramente con più pagine e più introspezione il volume avrebbe potuto decisamente mandare all’altro mondo. In senso buono, ovviamente.