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I frutti di Jalna

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Jalna, Canada. Un’auto sportiva si ferma alla pompa di benzina. Nell’abitacolo, un uomo e una donna. Lei è attirata soprattutto dal giovane che li sta servendo. Ha studiato arte e il suo maggior desiderio, ora, sarebbe vedere quel ragazzo posare come modello su un piedistallo, in un atteggiamento che ne metta in risalto il corpo snello ma possente e i riccioli scuri. La donna tesse le lodi del ragazzo al marito e, quando il giovane si avvicina per recuperare i soldi del pieno appena effettuato, i due proprietari dell’auto gli consigliano di tentare la carriera d’attore a Hollywood, dove, secondo loro, avrebbe un futuro di successo assicurato. Il ragazzo confessa di non essersi mai allontanato da quella zona, che negli anni ha subito parecchi cambiamenti, tutti indicativi del trascorrere delle stagioni. Il luogo in cui si trovano ora, per esempio, era l’officina di un maniscalco, un vecchietto di nome Chalk. Quando era piccolo, il giovane si faceva ferrare il pony proprio da Chalk, mentre ora il figlio del maniscalco è un suo dipendente, lì all’officina di riparazioni. Il bel giovane che si sta intrattenendo in una conversazione con la coppia dell’auto sportiva è Wakefield, il fratello più piccolo di casa Whiteoak, ormai cresciuto e diventato, appunto, un gran bel ragazzo. Mentre i tre continuano a parlare, un uomo alto esce da un cottage lì vicino, scavalca la recinzione e si avvicina alla stazione di servizio, seguito da due vecchi spaniel e un cucciolo di Cairn terrier. La coppia in auto saluta Wakefield e si allontana, non prima di aver schivato uno degli spaniel, sterzando in modo brusco per evitare l’incidente. Wakefield rimprovera Renny, suo fratello maggiore e proprietario dei cani, e lo esorta a tenere gli animali al guinzaglio. Poi gli ricorda che le grondaie dell’officina vanno sistemate: quella sul retro è distrutta e, quando piove, l’acqua dilava il terreno. Renny promette di occuparsene anche se tutti, in quel periodo, hanno bisogno di lui: Mrs Wigle chiede che venga riparato il tetto del suo cottage e anche alla sala da tè è necessario il suo intervento per diverse riparazioni …

Jalna è il palcoscenico – sempre uguale – su cui si muovono di volta in volta e di anno in anno i protagonisti della serie ideata da Mazo de la Roche, scrittrice canadese classe 1879, che ha conosciuto, tra gli anni Venti e Cinquanta del secolo scorso, un’enorme fortuna proprio attraverso i romanzi che raccontano le vicende della famiglia Whiteoak. Dei suoi romanzi esistono quasi duecento edizioni inglesi, un centinaio di edizioni straniere e undici milioni di copie vendute in tutto il mondo. Il successo della romanziera canadese è secondo solo a Via col vento, in termini di vendite all’epoca della prima uscita. Nel quinto episodio della serie, la località canadese in cui tutti i protagonisti credono di trovare riparo ma da cui finiscono invece per venire catturati e inghiottiti, mostra Wakefield, il piccolo di casa, ormai uomo e in procinto di sposarsi. Il giovane non ha mai lasciato Jalna, ma a un passo dalle nozze una decisione improvvisa ribalta quello che sembra un percorso scontato. E, da questo momento in poi, sorprese, problemi e colpi di scena si susseguono senza interruzione e conferiscono un nuovo ritmo alla narrazione. Come al solito, Mazo de la Roche è abilissima nel mostrare la bellezza nascosta nel quotidiano e nelle piccole cose; sa raccontare i passaggi fondamentali della vita e li accosta allo scorrere delle stagioni, di cui coglie, attraverso descrizioni breve ma puntuali e intense, anche la più piccola trasformazione. Problemi economici e baruffe sentimentali, fidanzamenti che scoppiano e matrimoni che vacillano, nuove nascite e vecchie delusioni che riaffiorano: i Whiteoak, come al solito, non si fanno mancare alcunché e attraversano una nuova stagione con la solita grinta e un’immutata fiducia nelle proprie capacità. Quel che poi resta al lettore, arrivato all’ultima pagina del romanzo, è la consapevolezza che non si tratta ancora di un addio definitivo, ma di un arrivederci a una nuova stagione, intensa quanto o forse più della precedente.