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I gatti d’Italia

I gatti d’Italia

I gatti arricchiscono da sempre l’esistenza delle persone con la loro vivace compagnia. Anche Francesco Petrarca è noto per avere amato profondamente la sua gattina, tanto che in sua memoria il canonico Girolamo Gabrielli ha fatto costruire una teca dove custodirne il corpo imbalsamato. Così da renderla immortale quanto il suo padrone. I gatti hanno reso piacevole la vita anche di tanti religiosi. San Gregorio Magno ha accudito e amato numerosi gatti di strada, in particolare ha tenuto con sé fino alla fine dei suoi giorni una gattina dal musetto bianco e nero. Lo stesso amore lo ha concesso Papa leone XII al suo Micetto, nonostante il pontefice storicamente non goda della fama di uomo amabile. In seguito alla sua morte il felino è stato ereditato da un altro uomo celebre: François-René de Chateaubriand, ambasciatore di Francia presso la Santa Sede. Tenendo conto di tempi più vicini a noi, persino Papa Ratzinger è noto per essersi preso cura di alcuni gatti, è stata scritta anche una sua giocosa biografia in cui la voce narrante è proprio quella di un micio, Chico. Il compositore Gioachino Rossini ha scritto un Duetto buffo di due gatti, opera in cui due soprano devono ripetere un “miau” cantato. E chi ha amato follemente il buon gatto Tobia, al punto da volerlo sempre accanto sulla scrivania? Mussolini, proprio lui. E chi è stato l’amorevole padrone di tre gatti dai nomi importanti come Cimabue, Dante e Boccaccio? Niente meno che il capo dello Stato, Sergio Mattarella. Anche internet è preso d’assalto dai gatti di questi tempi, i post e i video su adorabili gattini che fanno cose tenere o buffissime sono all’ordine del giorno, ma l’immaginario sui gatti non è sempre stato positivo. Nel medioevo i felini non erano ben visti, al contrario, inoltre poco incline a concedergli meriti è stato anche Collodi, che del gatto tratteggia una ben triste immagine nel suo famoso Pinocchio...

Il simpatico volume dedicato ai gatti italiani più noti e amati, scritto da Monica Cirinnà e Lilli Garrone, è il quarto di una serie di saggi ricchi di curiosità e aneddoti che omaggiano la memoria di questi amabili animali. In particolare il libro 101 storie di gatti che non ti hanno mai raccontato è diventato un best seller. Il sodalizio tra la nota senatrice della Repubblica italiana e la giornalista laureata in etnologia nasce proprio dalla passione comune verso gli animali e i gatti in particolare (entrambe infatti condividono la loro esistenza con questi affascinanti felini) e di certo il materiale per divertire i lettori non manca. Il testo è strutturato in quattro sezioni, la prima cita i gatti legati a personaggi famosi con una carrellata di religiosi, politici, intellettuali, la seconda parte li vede legati a importanti luoghi d’Italia o siti divenuti familiari (i Cat Caffè ad esempio, che sulla scia del costume nipponico sono stati aperti un po’ in tutta Italia e sono ormai meta fissa di numerosi appassionati), poi vengono citati i mici legati a opere d’arte, dai mici di Pompei ai disegni di da Vinci che li ritraggono nella loro quotidianità (custoditi presso la Biblioteca reale di Windsor). Infine quelli divenuti più o meno noti per molteplici ragioni, inclusi i gatti che hanno eroicamente salvato la vita ai loro proprietari (come Pepe che all’alba del 4 novembre 2014 allertò la sua famiglia salvandola da una frana). Secondo i dati raccolti nel X rapporto nazionale “Animali in città” realizzato da Legambiente, durante la pandemia le adozioni di gatti in Italia sono notevolmente aumentate (triplicate rispetto al 2019), ma da parte delle amministrazioni cittadine c’è poca consapevolezza e manca un’anagrafe felina ufficiale (solo in Lombardia chip e registrazione sono obbligatorie). Inoltre in varie città le amministrazioni rifiutano il riconoscimento delle colonie feline e l’attivazione dei servizi veterinari, come le sterilizzazioni per le colonie censite. Considerando l’impatto emotivo che questi animali hanno sulle nostre vite non resta che augurarci che questi limiti siano presto superati.