Salta al contenuto principale

I giorni dell’eternità

I giorni dell’eternità

1961, Berlino Est. Rebecca Hoffmann viene convocata dalla Stasi perché sospettata di inculcare “idee americane” durante le sue lezioni di inglese. Negli uffici della severa polizia segreta tedesca scopre per sbaglio che suo marito è una spia. In America, il giovane George Jakes – prossimo alla laurea in Legge – decide di partecipare al Freedom Ride, la marcia per i diritti dei neri guidati da Martin Luther King. A Berlino, il giovane Walli Frank, figlio di Carla Frank, la madre di Rebecca, tenta di suonare il rock’n’roll, ma il regime comunista glielo impedisce…

Il terzo libro della Trilogia del Secolo chiude gli avvenimenti di cinque dinastie incominciati alla fine dell’Ottocento e prolungatisi fino ai nostri giorni. La narrazione viaggia come i precedenti due tomi su binari pop, e non si scervella troppo sui perché e sui percome della Storia, passando in rassegna gli ultimi cinquant’anni del secolo scorso e arrivando fino all’elezione di Barack Obama. Un libro destinato ad essere tradotto sicuramente in una serie TV per la sua facilità e per il suo ritmo, che sarà apprezzato sicuramente da chi vuole passare da un continente all’altro attraversando a volo d’uccello gli ultimi anni del secolo scorso. Follett resta un maestro nell’architettare un’opera così complessa, strizza l’occhiolino al lettore progressista, ma non manca di piacere anche al pubblico disimpegnato, inserendo qui e là la solita scena erotico-pop o la lacrimuccia da soap. Un bravissimo “piacione”, che porta a casa l’ennesimo grande bestseller. Alla fine però, la domanda nasce spontanea: ne avevamo così bisogno?