Salta al contenuto principale

I giusti e i peccatori

igiustieipeccatori

Elena Martire si sveglia di soprassalto, salta giù dal letto e si precipita verso la finestra. La apre e guarda fuori: un deserto. Solo silenzio e buio. Eppure, lei lo sa che un omicidio sta per essere consumato. Ha avuto una delle sue solite premonizioni, che l’avvisano di ciò che di lì a poco troverà riscontro nella realtà. Accende la luce e strabuzza gli occhi nell’abbaglio; si reca barcollando in cucina e si prepara un caffè. Poi si siede per sorbirlo e si ripete che qualcuno sparerà e qualcuno morirà. Quanto la irritano questi presentimenti! Ha presentito la morte del padre e il primo delitto di cui si è occupata quando è entrata in Polizia. Poi, ha presentito il secondo, il terzo e tutti gli altri a seguire. Non si tratta di intuito, né di un dono. È null’altro che una maledizione. Ormai che è sveglia, tanto vale prepararsi. Apre un’anta dell’armadio, tira fuori i pantaloni della tuta, una magliettina azzurra aderente e una felpa e, poco dopo, è pronta per uscire. Fuori, il silenzio è interrotto solo dal latrare di un cane in lontananza. Elena prende una boccata d’aria e un odore di crostata arriva dritto dritto alle sue narici. È la torta di Pina, una delle sue vicine di casa. Si conoscono tutti lì, anche perché nella sua palazzina vivono in cinque, incluso Ciro, uno splendido gatto soriano che se ne sta perennemente sotto la finestra ad attendere. Il vecchio borgo in cui vive le sembra un rifugio e contrasta in assoluto con il paesaggio circostante, una cascata di palazzi depravati e case sghembe senza facciata. Quando rientra, dopo la corsa mattutina, nella piazzetta antistante casa sua c’è animazione: Ciro sta esplorando un cassonetto dell’immondizia, mentre la signora Pina spazza davanti al portone e la saluta. Più tardi, quando arriva in commissariato, il pensiero di ciò che l’ha svegliata ore prima continua a tormentarla: qualcuno ha sparato o sparerà, qualcuno morirà o è già morto…

Un dolore acuto al costato. Una premonizione che la sveglia all’improvviso di notte o le dà l’assillo di giorno e la informa - senza chiarire né dove, né quando e né chi - che qualcuno sta per essere ucciso. Una dannazione, più che un vantaggio. E poi c’è l’olfatto, che riesce a svelarle tutto quello che la vista e gli altri sensi non le raccontano. Il commissario di Polizia Elena Martire - frutto della penna e della fantasia di Luigi A. Galluzzo, giornalista agrigentino residente a Roma, firma del Tgcom di Mediaset al suo debutto letterario - è una figura davvero intrigante. Moderna Cassandra e donna attratta dalle donne, si muove in una realtà complessa - il paese immaginato da Galluzzo quale scenario è Sicari, una località di fantasia immersa in una Sicilia che sembra autentica e reale- nella quale, accanto alle brutture del territorio, come l’abusivismo edilizio, deve affrontare anche le nefandezze di cui si macchia l’uomo, quando il confine sottile tra bene e male non si distingue più e i giusti finiscono per indossare l’abito da peccatori. Una doppia indagine impegna Elena: accanto al ritrovamento di alcuni ordigni rudimentali posizionati all’interno delle scuole della città, si deve occupare degli omicidi, apparentemente non collegati tra loro, di diverse persone, freddate da un unico colpo al cuore. Uno scenario complesso, quindi, nel quale il commissario Martire si muove armata del suo acume e del suo innato scetticismo; la donna scandaglia tra sofferenza, dolore e paura, finendo per analizzare anche le sue passioni e i suoi sentimenti, alla ricerca di un senso ultimo della verità, capace di valicare anche gli evidenti limiti della giustizia. Un romanzo d’ambientazione estremamente godibile; un ottimo esordio narrativo che ha, tra gli altri, il merito di mescolare senza timore diversi registri. Degne di nota sono, per fare un esempio, le citazioni in versi che si alternano al testo e che sono sia di poeti – due su tutti, Ungaretti e Dante - che di cantanti come Lucio Battisti o Bob Dylan. La parte più squisitamente investigativa cede spazio allo studio dell’animo umano e delle implicazioni del vissuto di ciascuno dei protagonisti. Un noir dalla struttura classica, ma reso più fresco e moderno da uno stile insolito e irriverente. Una lettura consigliata, nell’attesa di vedere nuovamente in azione il commissario Elena Martire.