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I luoghi più strani del mondo antico

Ogni cosa ha una storia, che sia l’inizio del mondo o di una religione, in ogni luogo o cultura si racconta di lotte tra divinità buone e cattive, dalle quali ha preso origine il mondo o necessarie per garantire all’uomo un’esistenza sicura. Risalire di millenni nel racconto per collocare le radici mitologiche delle leggende era un modo per aiutare gli uomini a trovare e comprendere il proprio posto, ma non sempre la narrazione dei miti era sufficiente, spesso c’era la necessità di un luogo fisico che fosse testimonianza tangibile dell’intervento del divino, con architetture preziose, armature e vestiti regali. Nel 2008 in una conferenza, John Curtis, soprintendente delle Antichità del Vicino Oriente al British Museum di Londra, presentò le prime immagini di Eridu, la prima città dell’umanità, suggerendo la necessità di una spedizione scientifica dei ventiquattro chilometri che separano Ur da Eridu, in Iraq. Durante la ricognizione gli archeologi verificarono che il sito, sebbene in condizioni squallide e segnato dall’erosione, non mostrava segni di distruzione né tracce di saccheggio. Eridu era sorta in un territorio ricco di acqua e molto fertile, tra i fiumi Tigri e Eufrate, vicino al Golfo Persico. A partire dal IV millennio a.C. proprio qui, in Mesopotamia, grazie alla favorevole situazione idrogeologica e alla creazione di canali d’irrigazione era sorta la prima importante realtà urbana del mondo. Tra le varie città sumere, Eridu è il luogo più antico, con insediamenti primitivi che risalgono intorno al 5400 a. C. Purtroppo a seguito delle costruzioni di dighe turche, irachene, siriane e della guerra, dopo il 1991 c’è stato un importante abbassamento del livello delle acque, con disastrose conseguenze sulla varietà della flora e fauna locale, tuttavia Eridu resta un sito speciale soprattutto per la presenza del tempio del dio Enki…

I luoghi più strani del mondo antico di Martin Zimmermann è un viaggio alla scoperta di curiosità e informazioni storiche su quaranta luoghi più o meno conosciuti, sparsi in tutto il mondo antico. Il lettore è sviato dal titolo che parla di “luoghi più strani” e fa immaginare che l’autore tratterà di luoghi bizzarri o stravaganti, di fatto invece spesso sono siti conosciuti che poco hanno di singolare o stravagante se calati nella cultura dell’epoca del loro splendore, ma risultano tuttavia straordinari per la narrazione che ci propone Zimmermann. Attraversare India, Mesopotamia, Turchia, Nordafrica, Europa, isole Shetland, fino all’Oltretomba per scoprire covi dei pirati sui monti, case infestate dai fantasmi, le scuderie dorate, il giardino pensile di Babilonia, l’isola leggendaria di Atlantide e così via. Zimmermann, che insegna Storia antica all'Università di Monaco di Baviera, propone il suo racconto con uno stile piacevole, semplice, appassionato, valorizza aspetti che potrebbero essere considerati marginali, andando oltre le informazioni di base. Talvolta l’autore si perde un po’ troppo nei discorsi, ma poiché ogni capitolo è a sé stante è possibile andare oltre senza perdere il filo del discorso. Zimmermann, che scrive senza cadere in atteggiamenti cattedratici e pedanti, offre una vasta conoscenza del mondo antico con curiosità che affascinano e svelamenti di misteri secolari, proponendo interessanti confronti con il mondo presente.