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I misteri di Porto Longone

I misteri di Porto Longone

Antonio Arrighi è un vignaiolo dell’isola d’Elba da ben quattro generazioni. I suoi appezzamenti di terreno sono di quindici ettari, abbarbicati sul Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. L’Elba è un’isola molto feconda per la produzione di vino fin dai tempi di Plinio il Vecchio e perfino Napoleone, durante il suo esilio forzato sull’isola, fece impiantare dei vitigni francesi nella sua residenza San Martino. Arrighi è un grande esperto di metodi di vinificazione antichi e decide di tentare un esperimento che sarebbe in grado di realizzare il primo vino salato al mondo. Come facevano gli abitanti dell’isola di Chio più di duemila anni fa, infatti, prova ad immergere le sue uve nelle acque salmastre di Porto Azzurro. Quando però tenta di recuperare senza riuscirci una delle ceste dal fondo del mare, fa una scoperta sconcertante: la nassa si è incagliata in due scheletri umani incatenati tra loro. Corre sul posto il commissario Leonello Balestrini che comincia immediatamente le indagini, consultando gli archivi delle persone scomparse dall’isola negli ultimi cinquant’anni. Nel frattempo, però, arriva il “rassicurante” responso sulla datazione delle ossa a opera dell’anatomopatologo Duilio Maria Biani Smighi. Le ossa hanno almeno duecento anni e quindi risalirebbero ai tempi dell’esilio di Bonaparte. Così, mentre il commissario Balestrini si affretta con suo grande sollievo ad archiviare l’indagine per omicidio, Biani Smighi, grande appassionato di Maigret e Agatha Christie, decide di scoprirne di più sull’intera vicenda, coadiuvato anche dall’imprenditore dell’isola Marcello Bargellini...

Bianchin e Colferai hanno confezionato un buon giallo storico in epoca napoleonica che colpisce soprattutto per l’ottima veridicità dal punto storiografico. Come ha infatti avuto modo di affermare Giuseppe Massimo Battaglini, presidente del Centro Nazionale di Studi Napoleonici che ha curato anche la postfazione del volume, nel romanzo “se non è tutto vero, molto è verosimile”. Il libro è uscito il 5 maggio 2021, proprio in occasione del bicentenario della morte di Bonaparte mentre l’idea di questo giallo molto particolare è venuta a Marino Sartori, veneziano trapiantato all’Elba, consulente finanziario, musicista e attore. La scrittura a quattro mani risulta non solo puntuale ma anche ironica e fluida, con tanti flashback tra i nostri giorni e l’Ottocento. Molti isolani potranno anche riconoscere i personaggi reali presenti nel romanzo come Antonio Arrighi della premiata Azienda Agricola Arrighi che produce appunto il vino marino Nesos citato nell’incipit della vicenda. Finale sorprendente.