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I Pensatori e l’armata Zombie

ipensatori

Che differenza c’è tra un cane e un essere umano, lasciando per un attimo da parte l’aspetto esteriore? chiede Socrate. La risposta non lo soddisfa e il suo interlocutore è messo nel sacco: il cane Socrate ottiene così il permesso di servirsi liberamente dal frigorifero. Gli piacciono la pizza, i wurstel, il formaggio, il gelato e le patatine… A Freud invece piace sopra ogni cosa ipnotizzare le persone, perché quando sono in stato di trance - sostiene - è possibile parlare con il loro vero Io interiore, oltre a far tornare in mente ricordi che si credevano dimenticati. Maricù adora gli ingranaggi, i cavi elettrici e le sostanze radioattive, ma soprattutto far esplodere le cose. Pitagora ha il vizio di usare i numeri nelle frasi (le antiche abitudini sono dure a morire). Quindi, a Villa Darwin arriva anche una cavaliera, che si toglie l’elmo mostrando il suo giovane volto da lontanissima parente di Giovanna D’Arco: sarà la capogruppo. Appena in tempo, perché sul maxischermo appare il messaggio di una nuova missione: noi siamo i nostri ricordi? si legge. Momento di confusione. Poi Gio propone il suo piano: rianimare uno zombie per poter fare esperimenti sull’argomento. Un risveglio elettrizzante (elettroshock) darà il via alla ricerca…

Tra certezze e dubbi, i secondi sono sempre più numerosi. Per fortuna, a fare un po’ di chiarezza ci sono i Pensatori, un gruppo di giovani cervelloni: i cloni di Freud e Marie Curie, il super computer Pitagora, la pro pro pro (ripetere per ventidue secondi) nipote di Giovanna D’Arco e il cane parlante Socrate. La prima missione è assai ambiziosa. Si tratta di scoprire se sono i ricordi a definire noi stessi, nientemeno. Per venire a capo della questione servono alcuni esperimenti, che il gruppo di giovani menti decide di condurre su uno zombie, rianimato allo scopo. Ma come è prevedibile, non sarà una scelta priva di conseguenze. Questo è un libro che affascina e diverte dall’inizio, dalla presentazione dei personaggi, fino alle pagine dei ringraziamenti, per almeno due buoni motivi: è davvero ben scritto e racconta cose intelligenti (argomenti particolari e ancora poco frequentati nei libri per ragazzi). La narrazione scorre libera, sempre fresca, accompagnata dalle belle illustrazioni di Francesca Carabelli e scandita, qua e là, da alcuni box informativi, brevi e mai noiosi, su argomenti diversi, dalla filosofia, alla scienza, alla storia della musica. Piacerà ai giovani filosofi, agli scienziati incompresi, a chi si interroga sugli starnuti, a chi non teme gli zombie rugbisti e a chi pensa che sia meglio così: poche risposte e molte domande. Dai 10 anni circa.