Salta al contenuto principale

I Pifferai magici

I Pifferai magici

La azioni e i pensieri hanno sempre conseguenze. Perciò si deve continuamente volgere lo sguardo verso quanto può accadere quando si fanno determinate scelte. Così la domanda fondamentale a cui urge dare una risposta è: dove va l’umanità, che ha collocato il profitto in cima a tutti i valori? La risposta è: verso il dirupo. Verso una crescente e angosciante degradazione, in una scellerata corsa che non può che concludersi con uno schianto apocalittico. Perché avere ascoltato i pifferai magici che hanno incantato con le loro suadenti parole d’ordine, alla lunga, ha prodotto effetti devastanti. L’umanità si è disumanizzata; è diventata schiava di quelle macchine che aveva inventato per esserne padrona; non riesce ad invertire una rotta che conduce inesorabilmente ad una catastrofe ecologica di proporzioni bibliche. D’altra parte, la storia della terra, di gran lunga più ampia di quella dell’uomo, è costellata di tali eventi. A partire dai mutamenti climatici avvenuti nel lungo periodo, secondo i cicli della natura. Adesso tali mutamenti, che hanno determinato la scomparsa di tante specie, sono accelerati dall’uomo. E, nell’arco di poco tempo, porteranno verso l’abisso...

Quando gli scrittori si cimentano nella composizione di riflessioni filosofiche esibiscono un indubbio pregio: quello della limpidezza della scrittura. Non usano il linguaggio, spesso criptico e tecnico, del trattato filosofico. Preferiscono un lessico divulgativo, che arriva ad un pubblico più ampio. Tanti gli esempi, da Voltaire in poi. Susanna Tamaro, essenzialmente scrittrice, in questo volume mette insieme la brillantezza narrativa con la frequentazione di un tema, quello del pensiero ecologico ed apocalittico, di stringente attualità. E dimostra che la spensieratezza dell’umanità, nel senso etimologico del termine, ha prodotto il collasso dei valori, una libertà diventata licenza, l’eclissi del buon senso. Che consiste nel perseguire ciò che è bene, o se si vuole utile. Il che non può certo dirsi di una società edificata sull’efficientismo e sulla compulsiva ricerca dell’arricchimento, a costo di mettere in crisi i delicati equilibri della natura. Facile concludere che in tal modo si profila, di fatto, un inevitabile suicidio di massa.