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I quattro angoli del cuore

Ludovic Cresson e sua moglie Marie-Laure sono seduti su una panchina in terrazzo. Si guardano i piedi in silenzio, indifferenti l’uno all’altra. La Cressonnade, la loro maestosa casa in Turenna, è una residenza di campagna di pessimo ma costosissimo gusto. Il loro matrimonio va avanti stancamente, Ludovic non è più il giovane e spensierato playboy di un tempo, è un marito fedele. Per Marie-Laure questo è diventato un difetto: lei, capricciosa, poco istruita ma furba arrampicatrice sociale, non fa mistero di amare solo i soldi di suo marito. Anzi, quelli di suo suocero Henry, soprannominato il “Rapace avvoltoio”. I Cresson fondano la loro ricchezza sul commercio del crescione, dei ceci e di altri ortaggi che spediscono in tutto il mondo. L’equilibrio sentimentale della coppia è cambiato dopo un terribile incidente d’auto. Marie-Laure alla guida della nuova auto sportiva regalatale da Ludovic si incastra sotto un camion in sosta e il posto del passeggero è trapassato dalle lame d’acciaio che trasporta. Ludovic miracolosamente si salva: dopo vari interventi, otto giorni di coma, riesce faticosamente a recuperare. Il via vai per i controlli nelle cliniche psichiatriche nei due anni successivi è costante. Marie-Laure, praticamente illesa, mal si rassegna a non dover recitare più la parte della vedova addolorata e non fa mistero di disprezzare questo suo “mezzo marito”. Qualcosa cambia quando l’affascinante Fanny Crawley, suocera di Ludovic, da poco vedova affranta per davvero, lo va a trovare in clinica. L’atteggiamento da gradasso e la faciloneria di Ludovic l’avevano infastidita, ma adesso nel vederlo disteso su una poltrona, con polsi e caviglie legati, dimagrito, vulnerabile e imbottito di psicofarmaci, piange. Ad Henry questo non è sfuggito, decide perciò di riportare Ludovic a casa….

Henry, vedovo della mamma di Ludovic, ha sposato in seconde nozze Sandra e se ne è già pentito. Era innamorato della sua prima moglie e a nessuno ha confessato di non essersi mai rassegnato o consolato. Lei pensava di diventare la moglie di un industriale e non di un toro scatenato, sempre a caccia di avventure. L’unico divertimento che ha è quello di riempire la casa con orrende statue, copie dei classici greci e romani. Alla Cressonade queste due coppie vivono la loro vita piena di ipocrisia e volgarità. È l’arrivo di Fanny Crawley, la mamma di Marie-Laure, a turbare gli animi. È reduce da una profonda depressione per la morte di suo marito Quentin in un incidente aereo. Lavora come assistente per un grande stilista parigino, classe, bellezza e raffinatezza le sono propri. È agli antipodi da questo piccolo mondo borghese e inorridisce nel vedere un bel pianoforte Bernstein abbandonato nella sala dei ricevimenti, vuota e deserta da anni. Quel pianoforte sarà, in seguito, teatro di una scena di sottile sensualità. Fanny è la sola a vedere Ludovic come un uomo sensibile, intelligente e pericolosamente seducente. Sondare il cuore umano è la grande forza della Sagan, donna libera dalla morale borghese di questa famiglia disfunzionale. Anche Henry è affascinato da Fanny, le dona calma e pur di starle vicino le propone di organizzare una festa per il ritorno di Ludovic, per dimostrare che non è pazzo o menomato. La passione tra suocera e genero si incendia, ma a pochi giorni dalla festa, il culmine e la resa dei conti non ci sono. L’opera è incompiuta e il finale è indefinito. Uscito in pompa magna in Francia nel 2019, a quindici anni dalla morte della Sagan, il romanzo ha suscitato pareri discordanti. La prefazione è scritta dal figlio dell’autrice, Denis Westhoff, che racconta come ha miracolosamente trovato il dattiloscritto del romanzo raccolto in una cartelletta di plastica, in molte parti incompleto, lacerato o incomprensibile. Lasciando correre le questioni di eredità, Westhoff dice che non ha riscritto questo testo, ma ha solo corretto e aggiunto le parole che mancano, che questo è Françoise Sagan al 99,8%. Però le pagine nella cartella ritrovata sono in disordine, con il dubbio che possano appartenere a due storie differenti. Questo amore impossibile non è certo il migliore romanzo della Sagan, che non ha potuto lavorarlo, limarlo e renderlo un testo perfetto, ma ci ritroviamo tutto il suo modo di osservare il mondo, anche se è incompleto. Quello che ci lascia? Lo stesso rumore di una vestaglia di seta che cade a terra.