Salta al contenuto principale

I racconti del libraio

I racconti del libraio

“La storia che vi apprestate a leggere analizza il nostro rapporto con un oggetto fisico – il libro – e mostra come questo legame abbia reso più profonda la percezione che abbiamo di noi stessi. Rannicchiati con un libro in mano, continuiamo a scoprire nuovi sé.” Ma da dove deriva il potere di un buon libro? Quale stregoneria ci lega alle sue pagine e ci attira dentro questa nuova intimità, che secondo Virginia Woolf può avere una connotazione quasi sessuale, e cosa va cercando un lettore appassionato tra tutte quelle parole stampate? Forse, e come primo indizio, perché è fatto di carta che deriva dagli alberi e dunque si pone a metà strada tra noi e la foresta, che da sempre è una fonte di miti ancestrali e racconti fantastici. Da quando poi il rapporto tra l’uomo e il libro è diventato un fatto intimo e personale – ricordiamo che la lettura privata è un’abitudine relativamente recente, mentre un tempo veniva fatta unicamente ad alta voce – ciò che un lettore cerca sono quelli che vengono chiamati “libri di consolazione” che, badate bene, non necessariamente sono i grandi classici. Si tratta invece di quei libri che incontriamo per caso nella nostra vita, magari quando la mano raccoglie d’istinto un volume da uno scaffale, e che sono in grado di aprirci gli occhi e farci guardare dentro facendoci esclamare: ehi, ma questo sono io! Insomma, grazie a un libro di consolazione non ci si sente più soli ma consapevoli della propria esistenza su questa terra. Sono incontri talmente personali e intimi che consigliarli a un altro lettore potrebbe rivelarsi un grande errore e fonte di delusione o frustrazione. Spesso leggiamo questi libri in nicchie protette, nei nostri luoghi del cuore che possono essere i più svariati. Sotto le coperte, oppure appoggiati a una finestra e nascosti da una tenda: ovunque ci si senta a proprio agio come dentro a un uovo, o a un nido, proprio come Victor Hugo definiva la torre campanaria di Notre-Dame per Quasimodo. Il libro è anche un’arma di emancipazione politica, sociale e sessuale che ha aiutato chissà quanti individui a non affogare nel mare di un’esistenza senza opportunità...

Non sottovalutiamo la consolazione, che ha un significato ben più ampio di quello che gli diamo ma che, come sentimento-chiave, ci permette di aprire molte porte del nostro inconscio, rendendoci migliori. Il libro contiene dentro di sé la serratura dove questa chiave, una volta inserita, farà la sua parte, spalancandoci a noi stessi. Leggere è una forma di resistenza, una necessità. Si legge ovunque, si combatte ogni tipo di avversità per farlo. Questo meraviglioso, interessantissimo, appassionante saggio di Martin Latham, che per trentacinque anni ha servito i clienti alla libreria Waterstones di Canterbury, è pieno zeppo di storie avventurose, di guerre combattute per poter leggere, di aneddoti, di informazioni sui libri, sui lettori di ogni tempo. E solo un librario appassionato e innamorato poteva raccontare la storia di questo feticcio con tanta attenzione, rigore e profondità. Qui conservata troviamo la storia del povero bracciante James Sommerville che nel XIX secolo, pur di leggere, si spostava da una località all’altra in cerca di lavoro portandosi appresso una finestra con il vetro, che installava nel nuovo alloggio e che gli permetteva così di leggere. Oppure quella di un operaio delle officine di Swindon che leggeva Ovidio, Platone e Saffo in originale e scriveva col gesso i caratteri dell’alfabeto sul suo tornio. Troverete anche la storia di quel marinaio che “destava sospetti” perché si dedicava alla lettura. “Dovevo rispondere a ogni provocazione: colpire un tizio in faccia o vantarmi della mia bravura a impiombare cime per dimostrare che leggere libri non faceva di me un marinaio meno valido.” Tanta dedizione è commovente e chi ama leggere sa cosa significa. Perché la lettura è trasversale, oggi più che mai e nonostante la freddezza dei dispositivi elettronici. Certo, è un libro che ti apre gli occhi sulla realtà delle librerie e delle biblioteche oggi. Ci aiuta a distinguere tra vere libraie e librari e semplici commercianti che potrebbero vendere spilli anziché letteratura. Ci fa capire quando una biblioteca è davvero come una nave in mezzo all’oceano, salvifica, un cuore pulsante, oppure un semplice deposito di volumi impolverati dove si viene accolti da un impiegato svogliato che forse sogna di vedere tutti quei tomi ridotti in cenere.