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I ricordi preziosi di Noah Gingols

I ricordi preziosi di Noah Gingols

La quotidianità a Colle Taccone si svolge come sempre tra frenesia e ritmi sostenuti. Tutti seguono i loro tempi e in base all’orologio venivano svolte le diverse attività: il panettiere rispetta la ricetta della nonna senza sbagliarsi di un minuto, l’autista del pulmino carica e scarica gli abitanti a scuola o al lavoro, la contadina rispetta le “lancette ritmiche dell’orto”. Tutto è ordinato e organizzato. C’è solo un posto dove non si rispetta quest’imposta regolarità temporale: la casa dei Gingols, dove ogni cosa ha il suo giusto tempo. Come la scelta del nome del nascituro. Le discussioni sono andate avanti per giorni tra il padre e la madre che proprio non riuscivano a mettersi d’accordo; ma la soluzione non ha tardato ad arrivare: mettere insieme le iniziali dei nomi preferiti e creare il nome giusto. Noah, il cui reale significato è quindi “l’amore si viene incontro”. I ricordi del piccolo Noah nascono sotto una lenta stella, esattamente come l’andatura familiare. Le parole hanno bisogno di essere ascoltate con attenzione, persino i sussurri meritano la giusta attenzione, correre non serve per comunicare. Anche per guardare il cielo bisogna con calma soffermarsi per lasciare che gli occhi possano piacevolmente perdersi…

Gio Evan, capelluto cantautore, presente anche nel recente Sanremo con la sua canzone, “Arnica”, unisce poesia e umorismo nei suoi testi a volte surreali. Molti, purtroppo, lo ricordano e lo citano come l’autore dei versi utilizzati da Elisa Isoardi per dire addio al suo ex più famoso, Matteo Salvini. Ma Evan dimostra in questo libro di avere molta creatività, di essere in grado di creare una storia fondata su gentilezza e rispetto degli altri. Una fiaba in cui si insegna che i difetti sono particolarità o dettagli, che ogni essere umano è bello per la sua irripetibilità, che bisogna custodire tutto ciò che ci rende diversi dagli altri. Tutti noi dovremmo dare la giusta importanza ai ricordi, anche a quello che inevitabilmente crea un adulto che narra questa storia ai suoi figli. La positività che annaffia le sue radici, si ritrova anche nei rami e nelle foglie: il linguaggio utilizzato è però a tratti eccessivamente zuccherato e si ha l’impressione che senza un sorriso fisso a 32 denti la lettura verrebbe miseramente compromessa. Le illustrazioni di Ferruccio Carubini sono delicate e simpatiche, perfettamente in linea con la leziosa atmosfera generale.