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I signori della truffa

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Sebbene inverosimili, le vite dei truffatori, criminali che vivono sfruttando il delicato confine tra realtà e fantasia, serbano spesso divertenti aneddoti in cui è l’avidità del malcapitato a determinare la riuscita del colpo, come per la Rumanian Money Box ideata da Victor Lustig, che con grande scaltrezza riesce a convincere gli acquirenti della straordinaria abilità della scatola di fotocopiare banconote all’infinito, o per chi come lui, truffatore di grande ingegno, ha saputo sfruttare a suo vantaggio tutte le possibilità che il desiderio umano di arricchirsi ha da offrire, riuscendo, e talvolta eccellendo, nella scomoda “arte” del raggiro e dell’inganno nella maniera in cui possa esistere qualcosa di artistico nella loro realizzazione. Ma le truffe, si sa, come le bugie hanno le gambe corte e l’inganno non può durare per sempre, perché come diceva Abramo Lincoln: “Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre”. Per quanto un colpo possa essere pianificato, studiato, ragionato, ci sarà sempre qualche falla nel sistema, e spesso quella falla è il truffatore stesso…

Domenico Vecchioni nel suo I signori della truffa tratta il saggio come fosse un racconto, lasciando da parte accademismi vari a beneficio dell’intrattenimento e di una narrazione diretta. C’è tanta cura però, nella composizione. Dedicando ogni capitolo ad una vicenda diversa, l’autore racconta, attraverso i fatti, delle tante sfaccettature che il raggiro può avere e delle tante variabili che contribuiscono alla riuscita dell’inganno. Lo modella come si modella una storia e costruisce una “galleria delle grandi truffe” che se al lettore di oggi risultano divertenti o straordinarie, per scrittori e registi del passato furono addirittura d’ispirazione. L’autore infatti sceglie con cura i soggetti da trattare, prediligendo quelle storie capaci di combinare tanto l’incredibile quanto l’ingegnoso per riuscire persino a strappare, nei confronti del truffatore, un sorriso di simpatia. I signori della truffa infatti accompagna il lettore alla scoperta delle più grandi truffe mai realizzate, stupendo e divertendo, parlando dei loro ideatori attraverso le vicende, talvolta quasi incredibili, che li hanno consacrati come maestri dell’inganno e del raggiro e ne approfondisce le dinamiche mostrando quanto di intelletto, ma anche di fortuna, debba esserci dietro una truffa. Una lettura sicuramente piacevole e leggera, sebbene lontana dal saggio che prospettava di essere.