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I sogni si spiegano da soli

I sogni si spiegano da soli

La creazione di mondi immaginari è un’operazione architettonica impulsiva. Nel mezzo della vita di tutti i giorni, ecco spuntare immagini distorte. Esseri ermafroditi, draghi che solcano il cielo e terre dai nomi sconosciuti che emergono dai mari. L’unico modo per renderli reali è scriverne. Questo ha fatto Ursula K. Le Guin, designer di mondi fantastici che prendono il nome da suoni familiari solo alla sua immaginazione. Mappe di isole, arcipelaghi e continenti formatesi nella sua mente da scrittrice. La volontà di rifugiarsi nella fantasia non è sempre sinonimo di evasione. Spesso ciò che si cerca è la libertà, frutto dell’allontanamento dai preconcetti, dalle imposizioni, dalle barriere. Che siano esse di genere, sociali, politiche e culturali, nel mondo dei sogni possono essere abbattute. Se gli esseri fossero ermafroditi ed il loro genere fosse fluido, mutabile, non esisterebbero più società patriarcali o femminismo. Se la nostra connessione con la natura e con noi stessi fosse più spirituale e meno superficiale, il tabù della vecchiaia e la paura degli specchi smetterebbero probabilmente di esistere. Universi immaginari che possiedono tutto ciò che manca alla realtà: un’utopia. “La nostra sventura è l’alienazione, la separazione dello yang dallo yin. Invece della ricerca di equilibrio e integrazione, lottiamo per il dominio. Rafforziamo le divisioni e neghiamo l’interdipendenza”. I mondi di Le Guin ci appaiono così distanti ed utopici proprio per il nostro impegno nel renderli tali. Ma grazie a quali studi e a quali fonti d’ispirazione sono nati i fantastici mondi dei romanzi dell’autrice? Magari grazie a nessuno. L’immaginazione è di per sé ispirazione e, al tempo stesso, la realtà più intima di ciascuno. Essa non va spiegata: i sogni di spiegano da soli...

I sogni si spiegano da soli, tradotto accuratamente da Veronica Raimo, che racconta l’impresa in un intimo prologo, è un saggio che racchiude pensieri, interventi e scritti della stella della fantascienza Ursula K. Le Guin, scomparsa nel 2018. L’autrice si è assicurata la gloria grazie a successi intramontabili quali la saga di Terramare e La mano sinistra del buio. Durante la sua vita si è scontrata con determinazione contro la barriera del genere, tentando di distruggerne le imposizioni all’interno dei suoi libri. Grazie alla sua vicinanza con comunità dei Nativi americani ha fin dalla tenera età compreso il pericolo di appartenere ad un genere minoritario. Conoscere l’oppressione, il confinamento e l’ingiustizia ha sicuramente mosso la sua penna, aiutandola a rivoluzionare l’immaginario collettivo legato non solo al genere nel suo senso fisiologico, ma anche a quello letterario. Con lei cambia la visione sui libri di fantascienza. Spesso erano ritenuti (e in parte lo sono ancora) romanzi d’evasione, di scarso spessore culturale e definiti “per ragazzi”, come fosse un termine dispregiativo. Eppure ci vuole coraggio ad immaginare un mondo che prenda a pugni il nostro. Ursula K. Le Guin non ne era certo sprovvista. Ne è un esempio meraviglioso La mano sinistra del buio, datato 1969, nella cui realtà gli esseri viventi sono ermafroditi e, solo nel periodo del kemmer, diventano maschi e femmine al fine della riproduzione. È così che tra le pagine del libro si possono incontrare donne dominanti e uomini gravidi. Nessuna barriera di genere. Nessun paternalismo e nessun femminismo. La donna subisce riflessioni profonde all’interno del saggio e la visione di Ursula K. Le Guin non può che stupire. Essa si discosta dall’immaginario di Tolstoj e si avvicina a quello di Louisa May Alcott in cui Jo, lavoratrice, ragazza, prima sorella e poi madre, semplicemente scrive. Spesso senza il privilegio della famosa stanza tutta per sé di Virginia Woolf. Quasi sempre al tavolo della cucina con i bambini che le corrono attorno. Per scrivere, d’altronde, bastano una penna e un foglio. Gli interventi dell’autrice raccolti in questo splendido saggio possono essere racchiusi sotto la parola “libertà”: il valore più fantastico, fantascientifico ed inspiegabile. Eppure il sogno più reale che esista.