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I volti della morte

I volti della morte

La concezione della morte cambia nel tempo. Si evolve parallelamente alla concezione del mondo dominante. Il che si traduce, nel campo dell’arte, in un mutamento sensibile della rappresentazione visiva della morte stessa. Mentre nella sapienza greco-romana i colori lividi del distacco da questo mondo non si traducono in una visione paradisiaca dell’aldilà, se non nella fase tarda, con Platone, tutt’altra è la prospettiva cristiana. Pure collegandosi a certe tematiche già affiorate nella tarda antichità, infatti, il cristianesimo delle origini segna una radicale rivoluzione della visione del mondo: la vera vita è altrove. Il mondo è il regno del diavolo. E all’uomo tocca attuare una scelta radicale: o seguire le vie della carne, che portano alla dannazione; o quelle indicate da Cristo, cioè le vie dello spirito. Nel capo dell’arte ciò determina una profonda revisione della rappresentazione della morte. Nelle catacombe, all’alba del cristianesimo, di solito l’evento luttuoso non è rappresentato. Con l’affermarsi di un atteggiamento di disprezzo del mondo, nel corso del Medioevo, la morte si accampa da protagonista nella rappresentazione visiva. Da qui, le danze macabre, i trionfi della morte, le cupe raffigurazioni di scheletri inquietanti e di lugubri celebrazioni della furia devastatrice della morte stessa...

L’autore sviluppa la sua trattazione tenendo costantemente conto delle fonti dottrinali, con un occhio di riguardo per le profonde trasformazioni che intervengono con l’avvento dell’epoca contemporanea. Con il processo di secolarizzazione, semplicemente, la morte viene espulsa dall’orizzonte culturale e visivo. E le sue rappresentazioni diventano sempre più rare. Si tratta, sottolinea Dolz, di un processo lento, costellato di contraddizioni. Non vi è dubbio che nell’occidente medievale e moderno la sensibilità degli artisti è acuita dalla forte presenza della religione. Una religione che, sottolinea lo studioso, sposta l’asse dei suoi interessi verso la trascendenza. Ma che non disdegna di insistere sugli aspetti macabri e paurosi del tema mortuario. Per confermare questo assunto, all’interno del testo sono inserite alcune riproduzioni particolarmente suggestive ed emblematiche. Nonché diversi inserti tratti dalla letteratura di ogni tempo, a partire dalle origini, per giungere ai nostri giorni.