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Il baby killer della banda della Magliana

Il baby killer della banda della Magliana

Fine anni Settanta, Roma. Luigi Morani, soprannominato Fringuello negli ambienti dell’eversione nera per la sua giovane età, stringe nella mano una mitraglietta Cz Skorpion. È nervoso, è la sua prima azione di fuoco ma sa anche che la Skorpion è un’arma affidabile e non si inceppa mai. Curioso, dato che è la stessa arma che di solito usano le “zecche”, i rossi, i suoi nemici giurati visto che lui fa parte dei NAR. Si trova in Viale Regina Margherita, dove ha lo studio l’avvocato Sergio Iannarone, il suo bersaglio. Il legale è infatti stato condannato a morte dai NAR perché accusato di avere passato delle informazioni a un giudice per la condanna di alcuni esponenti del gruppo. Sono passate le otto di sera e l’avvocato dovrebbe lasciare lo studio a momenti. Con Fringuello ci sono anche Amaro e il Capitano in copertura. Un uomo esce dal portone, Morani lo chiama, gli spara una sventagliata di mitragliatrice e Amaro lo finisce con un colpo a bruciapelo. Incredibilmente però la vittima è la persona sbagliata ma poco importa; il Fringuello ha dimostrato sangue freddo. Una spregiudicatezza senza pari che gli permetterà di fare presto il salto dalla violenza politica alla criminalità organizzata, dopo avere conosciuto in galera un pezzo da novanta come Cavallo Pazzo, uno dei più temuti capi della banda della Magliana...

Lugli e Del Greco rappresentano oramai un sodalizio vincente e fortunato. Un duo formato da un cronista di nera di razza e uno sbirro vecchio stampo che riesce a regalare ai lettori romanzi ispirati a veri fatti di cronaca. Una serie di successi come Il Canaro della Magliana, Il giallo di via Poma e Quelli cattivi. In questo caso il baby killer del romanzo è ricalcato su una delle figure forse più enigmatiche del variegato mondo della banda della Magliana ossia Antonio D’Inzillo, detto Antonietto. Un personaggio da romanzo Antonietto, dai suoi esordi sulla scena criminale fino alla sua controversa dipartita. Appartenente a una famiglia altolocata, aderisce fin da giovanissimo ai Nuclei Armati Rivoluzionari, commettendo i primi omicidi. In galera poi diventa legatissimo a Marcellone Colafigli, uno dei capi della Bandaccia, che lo prende sotto la sua ala e lo coinvolge persino nell’omicidio eclatante del boss Enrico De Pedis, detto Renatino. Nel romanzo sono raccontate con dovizia di particolari tutte le tappe di questa fulminante scalata criminale fino al suo misterioso epilogo, con una morte in Africa tanto assurda da sembrare inscenata. I nomi sono tutti modificati ma chiaramente intuibili. Essendo il romanzo una sorta di prequel di quelli precedenti firmati dalla coppia, ritroveremo anche i protagonisti già noti della serie come il funzionario della Mobile Tommaso Elleni, un alter ego di Del Greco, l’ispettrice Angela Blasi, il cronista Marco Scalesi, in cui si può riconoscere Lugli e gli investigatori Frati e Destrieri. Un ottimo romanzo dedicato a tutti coloro che sentono ancora nostalgia delle atmosfere di Romanzo Criminale.