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Il bacio di Swann

Il bacio di Swann

Nei vagoni della metropolitana di New York spesso si trovano appesi poster con poesie. Una di queste parlava del tempo (e naturalmente anche d’amore), con un significato che si prendeva gioco del lettore distratto. Era forse un messaggio speciale? Il viaggiatore urbano la ritrova anche nei giorni seguenti, e ogni volta sul poster che già ingiallisce scopre un nuovo senso, diverso e persino opposto… Roma oggi è simile a uno di quei libri pop-up veduti ai turisti, eppure tutto continua a ricondurre nel passato, anche in chi quel passato non lo conosce, perché “ci si imbatte nel tempo anche senza volerlo. Lo si tocca nel momento in cui ci si appoggia a un edificio per allacciarsi una scarpa e si realizza che quel muro vecchio e scrostato era già antico quando lo costeggiarono personaggi del calibro di Goethe, Byron e Stendhal”… San Pietroburgo, la città di Dostoevskij, funziona così: si esce di casa e una folle voglia di perdersi invade qualunque animo. Ogni lettore di romanzi russi ha la propria San Pietroburgo immaginaria e non vuole altro che rivivere quella scintilla che gli ricordi chi era, dov’era, cosa pensava mentre leggeva… La forma d’amore più eloquente nella Recherche di Proust è la “totale intimità: la capacità di entrare nella testa delle persone, di leggere dentro di loro, di sentirne il polso e conoscere il cuore e le fragilità e le debolezze segrete”. Al tempo stesso, però, questa modalità d’amore è accompagnata dalla smania di spiare, di cercare indizi di tradimenti (o di immaginarli - ed è un po’ la stessa cosa). Ci sono però almeno due episodi, nella monumentale opera, che raccontano di forme di amore totalmente trasparente, nonostante una parete o un filo telefonico separino i protagonisti…

Aciman coglie i dettagli più potenti di città, libri, personaggi, e questa è una capacità notevole. Poi li porge al lettore con grazia e semplicità, lasciando intuire profonde e colte riflessioni, mai ostentate. È tante cose, questo libro che, ancor prima di leggerlo, ci invita all’attenzione. La copertina dell’edizione italiana riproduce uno dei quadri più affascinanti di Magritte: un uomo si specchia, lo guardiamo di spalle, il riflesso però non riproduce il volto, bensì ancora le sue spalle. Il titolo è: La reproduction interdite, la riproduzione vietata. Il significato del titolo originale de Il bacio di Swann è adesso più chiaro: Homo Irrealis, l’uomo irreale. In una nota, che si legge prima di approcciare il primo di questi 17 saggi, l’autore avverte che il titolo rimanda agli irrealis moods, che nella lingua inglese sono quei “modi verbali usati per indicare eventi che non sono accaduti, potrebbero non accadere, ma si desidera che accadono, anche se non c’è certezza che sia possibile”. In italiano l’equivalente potrebbe essere un complicato intreccio di condizionale, congiuntivo e periodo ipotetico dell’irrealtà. In una parola sola, forse: nostalgia. Sentimento che accompagna l’autore fin dall’infanzia, come confessa in questo saggio che alterna letteratura e biografia. I ricordi sono tantissimi, coprono tante delle città nelle quali ha vissuto - intensamente, con consapevolezza maniacale, non da ospite temporaneo: Alessandria d’Egitto, New York, Parigi, Roma. André Aciman, noto soprattutto per il best seller (trasposto con successo al cinema) Chiamami con il tuo nome è anche docente di letteratura comparata e questi saggi ruotano intorno a un concetto che sembra un gioco di parole o un paradosso filosofico e, invece, sintetizzano l’essenza stessa dell’esistenza di tutti. “Trascorriamo la maggior parte della vita non nel tempo presente, come spesso sosteniamo, ma in questa condizione ipotetica - la nostra vita di fantasia, in cui possiamo immaginare ciò che potrebbe o dovrebbe succedere, ciò che potrebbe essere successo, chi avremmo desiderato essere”. E, intanto, illustrano la creatività e i suoi misteri, l’arte mescolata con la vita e con uomini come Pessoa, Monet, Sebald, Freud.