Salta al contenuto principale

Il bambino segreto

Il bambino segreto

C’è un baule di legno di foggia antiquata, in soffitta, che attira Erica come una calamita. Sale le scale mentre sua figlia gioca col padre e ora, combattuta tra la curiosità e la paura, è seduta sul pavimento polveroso e ripete gli stessi gesti già compiuti con Patrik quando lo hanno trovato a inizio estate, passando in rassegna un oggetto dopo l’altro, finché trova quello che più di tutto aveva attirato la sua attenzione durante il primo sopralluogo: una camicina da neonato, ingiallita dagli anni e macchiata da quello che senza grossi dubbi sembra essere sangue secco. Non avvolge più l’oggetto spaventoso intriso di significati feroci: la medaglia nazista celata dal vecchio indumento è stata già portata da un esperto storico della Seconda guerra mondiale nella speranza di scoprire qualcosa di più. Ci sono anche quattro piccoli quaderni azzurri ad attirare la sua attenzione e a suscitare la sua curiosità: sono diari. Il baule è della madre, ne riconosce la grafia e vi ha ritrovato i lavoretti di quando era bambina, inaspettatamente conservati con cura. Si sente in colpa a violare segreti così intimi, ma nello stesso tempo non riesce a resistere all’impulso di entrare nel cuore sempre così impenetrabile di Elsy, che ormai, in ogni caso, non c’è più…

Quinto libro della serie che ha per protagonisti la scrittrice Erica Falck e il poliziotto Patrik Hedström e ambientati a Fjällbacka, dove ritroviamo i personaggi e la loro storia, arricchita di nuovi elementi utili a comprendere alcune dinamiche. Un tomo di oltre cinquecento pagine che tuttavia scorre velocissimo e si lascia divorare. Camilla Läckberg sa dosare molto bene gli elementi drammatici, sentimentali, i colpi di scena e la suspence, non tralasciando l’analisi dei sentimenti e delle debolezze umane, in un mix accattivante che tiene in scacco il lettore. I dettagli storici sono perfettamente integrati nella finzione, senza soluzione di continuità. Corrono su binari paralleli e veloci due diverse storie: quella del “presente” e quella ambientata durante la Seconda guerra mondiale, binari che poi si incontrano per unirsi in un denominatore comune, espediente narrativo utilizzato in ognuno dei capitoli della serie. Il processo investigativo è però purtroppo sottile e poco consistente, non essendo l’obiettivo principale dell’autrice, che lo lascia un po’ ai margini e non lo approfondisce a sufficienza, dando invece più spazio ad altri aspetti narrativi. Odio, amore, rancore e vendetta sono i pilastri su cui si fonda la storia da cui è facile ricavare un insegnamento: come e quanto essi ci possono cambiare? “Non ci si può permettere di amare troppo. Il prezzo è sempre altissimo, ed infatti lei stava ancora pagando per l’unica volta in cui, tanto tempo prima, aveva amato troppo”.