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Il battito dei ricordi

Il battito dei ricordi

Non è facile vivere due vite, soprattutto quando il legame con l’una è molto più forte che con l’altra, soprattutto quando è un incidente a riportare a galla un’identità dimenticata secoli addietro. Della sua vita prima dell’incidente Javier ha ricordi vaghi, confusi, sprazzi di immagini che non sente come appartenenti alla sua esistenza. Spesso si sveglia, nel cuore della notte, terrorizzato, toccandosi il petto come se trafitto da una spada e nonostante Isabel sia convinta essere ciò dovuto alle lesioni riportate nello schianto della macchina, queste sono in realtà reminiscenze, il ricordo doloroso e terribile della sua morte in una vita passata. A Roma. Nel 1527. Il dottor Pellegrini l’ha avvertita d’altronde di tenere la mente aperta, ma pensare al fatto che Javier non esista più e che al suo posto viva il generale Kaspar è troppo difficile da immaginare, da comprendere. Fa male accettare che suo marito non la ami più, non riesca più a voler bene a Luz, la loro bambina, che non sia più interessato a tutto ciò che prima faceva parte della loro esistenza, quando lui è ancora ciò che riempie la propria. Nella sua mente vive il ricordo della loro vita perfetta, giovani, ricchi, innamorati, e del giorno in cui lui ha scelto di volerla per sempre. A Barcellona, in ginocchio sul mosaico di Mirò, l’aveva definita il sole attorno a cui lui ruotava, le aveva promesso che l’avrebbe amata per sempre, ma è difficile mantenere una promessa quando non si è più la stessa persona di un tempo...

È da una frase del filosofo greco Platone che incomincia Il battito dei ricordi, quarto libro di Vanessa Roggeri dopo Il cuore selvatico del ginepro, Fiore di fulmine e La cercatrice di corallo. Si parla infatti di reminiscenza, il processo di risveglio della memoria, di un sapere che è sepolto nella coscienza, dimenticato nel momento in cui si viene al mondo, un argomento tanto interessante quanto complicato che l’autrice è stata abilissima ad analizzare così come abilissima è stata a costruire un romanzo a cavallo tra il presente e il passato, tra Spagna, Italia, Francia: dispiace non poter leggere di più. Sarebbe stato interessante infatti vedere approfondito un argomento di tale portata. La visione principale di Isabel, spettatrice passiva più che piena protagonista, spesso soffoca il lettore e sposta l’attenzione da quello che dovrebbe essere il punto focale del romanzo, la reminiscenza, al dolore di una moglie ferita, che per quanto splendidamente possa essere trattato, rimane comunque lontano da ciò che ci si potrebbe aspettare dalla lettura. Comunque Il battito dei ricordi, sfruttando un alternarsi di prima e terza persona che ci consente di avere una più ampia visione anche su Javier, riesce nei sui intenti principali, da una parte lo sviluppo di un romanzo in grado di raccontare un amore dimenticato e capace di sopravvivere ai secoli, dall’altra dimostrare che per tutto esiste un tempo e un luogo, anche quando sembra profondamente ingiusto.