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Il buio uccide

Il buio uccide

Ancel e Clare hanno passato quasi l’intera loro esistenza insieme, in una casa fattoria con una vista a perdita d’occhio sulle vaste praterie texane e un paio di poltroncine posizionate sotto un albero secolare dove aspettare che il sole tramonti e che il cielo stellato appaia ancora più infinito. Ora quelle due sedie e quell’albero sono diventati anche il loro unico rifugio, l’unico luogo in cui poter parlare senza essere intercettati da microspie, cimici o altre diavolerie di cui si servono i loro “nemici” per controllarli e possibilmente colpirli. Ma perché due ultrasettantenni che vivono una microscopica cittadina industriale del Texas meno conosciuto e frequentato sono spiati? E perché mai hanno addirittura dei nemici? Perché Ancel e Clare sono i genitori di Nick, trentenne pluridecorato morto suicida nella sua vasca da bagno proprio la sera in cui aveva progettato una serata romantica con sua moglie, la bellissima agente dell’FBI Jane Hawk, e mandato il loro figlioletto di cinque anni a dormire a casa di amici. Il biglietto che ha lasciato Nick è ancora più inquietante della morte stessa dell’uomo avvenuta con un profondissimo squarcio alla gola: “In me c’è qualcosa che non va. Ho bisogno. Ho davvero bisogno. Ho davvero bisogno di morire”. Da quel momento in poi la vita dell’intera famiglia Hawk non è più stata la stessa. Jane inizia a indagare su tutte le morti per suicidio occorse negli ultimi tempi e quello che scopre è agghiacciante, spaventoso, terribile. La potente organizzazione che sta dietro a quelle morti non solo è influentissima, ma può contare sull’appoggio di molti infiltrati nei posti di comando e di potere che vanno dalla società alle istituzioni, dalle forze dell’ordine alla stampa. E infatti nel momento stesso in cui Jane si avvicina pericolosamente alla verità e ai veri responsabili non solo viene fatta passare per una pazza criminale pericolosissima e nemica dello stato, ma firma la sua condanna a morte e con molta probabilità quella di suo figlio Travis, quella dei suoi suoceri e quella dei pochi fidatissimi amici che le sono ancora rimasti e che cercano di aiutarla in tutti i modi. Le cose precipitano proprio quando la coppia a cui aveva affidato il figlio in grande segretezza sparisce e il piccolo Travis diventa una moneta di scambio tra i cattivi e sua madre. Ma Jane ha ancora un asso nella manica da giocare e nonostante il fuoco incrociato a cui viene sottoposta vuole tentare un’ultima disperatissima mossa…

Il buio uccide arriva dopo Il silenzio uccide, La notte uccide, L’inganno uccide, ma non fatevi scoraggiare e se non avete letto le precedenti avventure che vedono come protagonista Jane Hawk e la sua famiglia: tenete presente che, a suo modo, ognuno di questi romanzi è un autoconclusivo, nel senso che potete appassionarvi alla trama in sé anche senza conoscere i vari antefatti. In quest’ultimo lavoro della serie personaggi nuovi e interessantissimi affiancano quelli già conosciuti spingendo il lettore a seguire i nuovi svolgimenti della intricatissima trama con un trasporto rinnovato e con la scelta, giustissima e intuitiva di Dean Koontz di lasciare in secondo piano e quasi sfocata la figura della protagonista. E infatti un ampio spazio si conquistano Ancel e Clare, che si fanno amare dai lettori fin dalla loro prima apparizione con in mano un Martini e un Macallan a simulare una normalità che nella loro vita non esiste più come non esiste più il loro unico figlio. Forti e determinati, i due anziani texani danno un tocco di sensibilità e di emozione a una trama fittissima e incalzante da thriller adrenalinico. Ma non sono i soli personaggi che fanno de Il buio uccide il lavoro più originale della serie, ci sono anche la dodicenne Laure - prigioniera insieme con Travis di una agente dell’FBI psicopatica - e Ivan Petro, un tipo altrettanto pazzoide appena reclutato dalla potente organizzazione e da cui Jane dovrà guardarsi e seminare prima che arrivi anche lui a minacciare quello che resta della sua famiglia. Il ritmo è serratissimo, la trama non presenta nessuna defaillance e la scrittura di Koontz è potente e precisa. In poche parole un altro romanzo ben fatto. Una vera chicca per gli amanti del genere.