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Il cacciatore di Caino

Il cacciatore di Caino

Parco delle Groane, estate 1982. In città tutti festeggiano la vittoria della Nazionale italiana sul Brasile, ma all’interno di una villa circondata da betulle, faggi e larici regna il silenzio. Un giovane specializzando sta fumando una sigaretta in giardino. È solo e sconvolto. Pensava di essere pronto, che il suo studio durato dieci anni lo avesse preparato a sufficienza, ma non è così. La sua scienza non può dargli le risposte che la sua coscienza cerca. Si chiede il significato di tutte quelle vite perdute. Nella mente gli balena il pensiero di andarsene l’indomani quando un grido gli fa accapponare la pelle. Si volta verso la villa e vede un bagliore. Una luce danza tremolante nel corridoio dell’ultimo piano. Nella stanza un uomo e una donna piangono sul pavimento, contorcendosi per un dolore che lacera gli intestini. Agitano una bambinetta che si muove come un bambolotto disarticolato, con braccia e gambe penzolanti. Una schiuma biancastra che esce dalla bocca indica un avvelenamento. In un angolo c’è un bambino di otto anni, seduto con le ginocchia al petto, immobile dalla paura e che non piange neppure. Qualcuno lo prende e lo trascina in cantina, chiudendolo dentro a doppia mandata. Urla con tutto il fiato che ha in corpo, e una bambina che dorme nella branda accanto a lui si alza e corre ad abbracciarlo. Un rumore di passi poi echeggia nel corridoio, la porta si spalanca e una luce di torcia sciabola su di loro. Entra un uomo con una siringa in mano e un falso sorriso rassicurante e dietro di lui c’è un uomo vestito da prete. Un prete strano però, con un crocifisso di pietre rosse e vestito tutto di nero...

Il cacciatore di Caino è un thriller metropolitano firmato da Fabrizio Carcano, giallista specializzato in romanzi ambientati a Milano e molto spesso intrisi di tematiche religiose e sovrannaturali. In questo caso, in giro per il capoluogo meneghino ci sono ben due assassini, Caino e il Viaggiatore proveniente dal Nord Europa, che utilizzano modi operandi diversi ma sono accomunati da un passato comune. Come sempre a indagare viene chiamato il capo della sezione Omicidi, il vicequestore Bruno Ardigò, noto anche come il Cacciatore di Assassini e protagonista di precedenti romanzi dello scrittore. Altra grande protagonista del romanzo è certamente Milano, che Carcano ci fa scoprire da un punto di vista inedito. Vengono descritti luoghi molto particolari come il cimitero sconsacrato dell’abbazia di Chiaravalle, dove sono conservate le ossa di eretici illustri. Il ritmo della narrazione è sempre sostenuto e naturalmente i colpi di scena non mancano. Carcano è un maestro nel suo genere, e questo romanzo ne è l’ennesima prova.