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Il calendario dell’umanità

Il calendario dell’umanità

1 gennaio 1959: Rivoluzione cubana. 2 gennaio 1492: presa di Granada. 3 gennaio 1925: colpo di Stato di Mussolini, pochi anni dopo la marcia su Roma (27 ottobre 1922) in un clima di agitazione anti-comunista per la paura di una rivoluzione sul modello russo (7 novembre 1917), come già tentato a Berlino da Rosa Luxemburg (15 gennaio 1919). Il giorno dopo, 16 gennaio, ma del 27 a.C., Ottaviano diviene princeps e dà vita all’impero romano, avendo ottenuto il predominio assoluto dopo aver sconfitto Ottaviano e Cleopatra (2 settembre 31 a.C.), ponendo fine all’ultimo regno ellenistico, di quelli cioè nati alla morte di Alessandro Magno (11 giugno 323 a.C.). La stessa fine aveva fatto il regno di Seleuco I (1 ottobre 312 a.C.), eroso a oriente dal regno dei Parti; il quale, per secoli fino alla conquista persiana (28 aprile 224), mantiene un ruolo chiave nella via della Seta verso la Cina della dinastia Han, fondata il 28 febbraio 202 a.C. e rovesciata dal generale Cao Pi il 29 giugno 226. Il giorno seguente, 30 giugno, ma di molti secoli dopo, la Germania nazista è insanguinata nella Notte dei lunghi coltelli…

Nella storia ci sono grandi eventi, fatti di portata epocale, giornate di immenso valore simbolico. Sono le date da ricordare, da celebrare, da mandare a memoria; ma soprattutto da connettere e intrecciare mentalmente per ricomporre, della storia, i percorsi e i processi, i sentieri e le strade. Questo volume – più un manuale che un saggio vero e proprio – è composto da trecento e sessantasei capitoli: ciascuno, brevissimo, per ogni giorno dell’anno. Ciascuno riassume, in due pagine, le grandi linee di un evento storico accaduto – chissà in quale anno – proprio in quella data. Può essere letto dall’inizio alla fine, perdendosi nella vastità della storia umana, saltando dal medioevo al Novecento e poi alla Cina antica. Oppure, può essere tenuto sul comodino e aperto a caso, come qualcuno fa con i dizionari, per imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. L’aspetto più utile del libro, tuttavia, sta nell’abbondanza di richiami interni: in ogni capitolo, vengono indicate le date relative ai fatti antecedenti, entro la stessa questione storica, e quelli successivi; cosicché il lettore possa viaggiare, da un evento, a ritroso verso le premesse storiche, oppure in avanti verso le conseguenze, anche sul lungo periodo. Di data in data, seguendo l’uno o l’altro dei nessi storici evidenziati, sono infiniti gli intrecci che ogni lettore può crearsi. Insomma, questo di Marcello Valente è un volume di inesauribile curiosità e, nonostante la mole, di agilissima lettura.