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Il cancello del crepuscolo

Il cancello del crepuscolo
Lancashire, la terra più selvaggia del nord Inghilterra. La foresta di Pendle è nascosta dalla nebbia che ingloba ogni cosa, mentre i vivi e i morti si incontrano sulla cima piatta di Pendle Hill, nell’ora del tramonto. Il cancello del crepuscolo, appunto. È qui che John Law, un venditore ambulante, incontra Alizon Device, una strega che cerca di adularlo. Non può cederle, non vuole cederle. Fugge via dalla strega e dal suo demone. Ma durante il Venerdì Santo, nel bosco immerso nella nebbia fitta, un misterioso raduno di tredici persone è improvvisamente interrotto dall'arrivo del magistrato Roger Nowell. Alice Nutter, a cavallo, osserva la sua casa all’alba. La sua fortuna non l’abbandona, soprattutto da quando è legata alle richieste della Regina. Ma nel 1603 Elisabetta, alla sua morte, non lascia eredi. E Giacomo I d’Inghilterra che le succede al trono ha due soli obiettivi: eliminare papisti e streghe. Parte così una terribile caccia, che non risparmia nessuno…
Tra violenze, inganni e morti inspiegabili, la ricerca delle streghe si snoda su uno sfondo cupo e tenebroso. Non sapremo mai se Alice è davvero una strega, neanche seguendo i suoi ultimi pensieri prima di finire al patibolo. Il romanzo si ispira al processo alle streghe del Lancashire del 1612: all’elemento storico si mescolano però horror e magia che deludono i lettori appassionati della Winterson. È decisamente un romanzo tetro, a tratti crudo (in tutto il libro sono disseminate scene di stupri, incesti e torture descritte minuziosamente) che però delude per il mancato spessore dei personaggi, per la mancanza di approfondimento storico (pur nella dichiarata ricerca documentale alla base della scrittura) e per la mancanza di analisi delle relazioni tra i personaggi. Resta una lettura scorrevole che manca però di profondità e di senso: l’unico elemento di riflessione che coinvolge è legato all’idea che “l’amore è potente come la morte”. Troppo poco.