Salta al contenuto principale

Il canto del corvo

Il canto del corvo

Protetto dal buio, chiuso nell’ovatta silenziosa delle calli veneziane, è qui che Carlo Cadel, uno degli Angeli Neri, ha appuntamento con un suo informatore. Nella Serenissima del millesettecento, questo tipo di relazione ha un valore inestimabile. La conoscenza è l’anticamera del potere. Ma il buio e il silenzio proteggono gli assassini. Donato, l’informatore, viene aggredito e ucciso; mentre Cadel fugge nella notte per poi sparire e non farsi più vivo. È anche lui caduto vittima dell’omicida? O custodisce suo malgrado un segreto che non è pronto a rivelare? Gli Angeli Neri, corpo speciale dell’Inquisizione, subodorano una trama oscura. Il loro capo Alvise Gemignani vorrebbe impiegare il suo uomo migliore, Marco Leon, ma il suo pupillo deve ancora riprendersi da una brutta ferita. Tuttavia, Leon scalpita. L’inazione non è proprio la sua dimensione. Gemignani, come dando briciole a un affamato, gli affida allora un incarico minore. Cecilia, la fidanzata di Guido Manfrè, lo ha implorato di occuparsi del destino di quest’ultimo, a dire di lei ingiustamente accusato dell’omicidio di un valletto. I fatti tuttavia sembrano chiarissimi, ed è forte il sospetto che alla ragazza faccia velo il suo disperato sentimento. Manfrè è uomo di alto lignaggio ma di basso valore, e la sua inclinazione alla violenza rende plausibile l’accusa di cui è gravato. Tuttavia, in quella intricata trama di intrighi che è Venezia, ogni cosa può apparire tutto e il suo contrario. Forse alla fine il talento investigativo di Leon non sarà del tutto sprecato…

Gli amanti del giallo storico non possono non amare questa fortunata serie a firma di Paolo Lanzotti di cui il presente Il canto del corvo è l’ultimissimo volume. Ritroviamo i personaggi già descritti e sviluppati nelle storie precedenti, a iniziare dal protagonista Marco Leon, il Leone di Venezia, una sorta di James Bond ante litteram impegnato non a difendere il regno di Albione ma la più vicina Venezia di metà Settecento, per poi finire con tutti i comprimari che compongono il misterioso corpo di agenti legato all’Inquisizione e guidati da Alvise Gemignani. L’ambientazione è una parte importante del romanzo. Venezia è una città che, come poche, si presta allo sviluppo di trame thriller e noir, con le sue calli intrecciate, la sua laguna a volte affollata e a volte silenziosa, la nebbia che d’improvviso si leva solida e impenetrabile, nascondendo intrighi e macchinazioni. Leggere e immaginare I personaggi che si muovono in questo scenario è un indubbio elemento di fascino, che l’autore sfrutta con descrizioni accattivanti. Ma Il canto del corvo è soprattutto un thriller, e come ogni thriller che si rispetti abbondano colpi di scena e improvvise deviazioni, connessioni inaspettate e tutto il classico repertorio. Lanzotti è senza dubbio un abile tessitore. Con molta pazienza, lesinando indizi e rivelazioni, mette in scena un ordito complesso che il lettore può comprendere solo a patto che eviti distrazioni. Il canto del corvo è una conferma; la qualità della serie dedicata a Marco Leon è intatta e I suoi estimatori ritroveranno in questo romanzo tutto ciò che hanno amato nei libri precedenti.