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Il caso Medusa

Il caso Medusa

È la sera della festa per celebrare il giubileo di Zeus e Ermes ha raggiunto il limite di tolleranza. Ha bevuto troppo nettare e gli gira la testa, è stanco e ubriaco, si sente come quando da ragazzino, insieme al suo amico Eros, si erano intrufolati nelle cantine e avevano assaggiato tutte le varietà di nettare, fino a crollare e dormire per due giorni. Zeus, suo padre, lo aveva punito privandolo della possibilità di andare in vacanza. Due mesi di reclusione e una dieta severa per impartirgli la lezione. È Dioniso ad andargli incontro ora, vuole sapere se il nettare da lui prodotto è di suo gradimento, mentre osservano l’allestimento di nuvole creato da Zeus e i satiri impacciati che servono i numerosissimi ospiti. Sono tutti eccitati al pensiero di vedere la meravigliosa sorpresa che il re dell’Olimpo ha in serbo. Sanno che si tratta di una nuova incredibile cavalcatura, Ermes ne ha origliato il nome: Pegaso. Tra un sorso di nettare e un pisolino in poltrona la serata procede. L’assonnato figlio di Zeus però, percepisce qualcosa, una sorta di tensione, come un guaio che sta per cambiare le sorti della serata. Nel momento dell’ingresso trionfale di suo padre, l’umore è tutt’altro che allegro. Il sommo dio si precipita da lui, lo strattona e lo accusa di essere l’artefice del disastro. Quale disastro? Ermes viene trascinato via senza i calzari e costretto a incespicare fino alle scuderie. È chiaro, Pegaso è sparito, le serrature divelte e lui è ritenuto il colpevole. Fatica a difendersi, ma alla fine suo padre gli presta ascolto. Insieme a un gruppo di divinità si precipitano a prendere le loro cavalcature per partire alla ricerca del ladro, magari è ancora nei paraggi. Purtroppo una terrificante scoperta blocca il loro slancio. Tutti gli animali sono stati trasformati in pietra. Com’è possibile? A meno che non sia opera della leggendaria Medusa…

Continua la serie de Le indagini di Ermes, la collana di gialli mitologici ideata dal professore classicista Richard Normandon. Mentre il primo volume della serie di gialli è dedicato a Dedalo, questa volta è la tragica vicenda della sfortunata Medusa al centro della narrazione. Il vivace e arguto giovane dio, figlio del sommo Zeus, desidera venire a capo di un nuovo mistero: il furto del cavallo alato Pegaso e magari riuscire a ridare un po’ di serenità al sovrano dell’Olimpo con cui è in costante conflitto. Zeus è un “padre troppo orgoglioso, rinchiuso nelle sue certezze” e tratta Ermes come fosse il perenne responsabile di guai e pasticci. A dare una mano al divino detective c’è l’amico Eros, pigro dongiovanni pronto a schierarsi sempre al suo fianco, nonostante qualche lagna iniziale. Avranno intelligenza e scaltrezza sufficienti per mettere ordine negli indizi raccolti durante le indagini, tra domande scomode alle divinità e rocambolesche fughe dalle situazioni più scottanti? Normandon, appassionato lettore dei romanzi di Agatha Christie e delle opere di Edipo, costruisce una storia avvincente, inserendo indizi pagina dopo pagina, utilizzando la mitologia classica come sfondo e incastrando gli elementi che caratterizzano gli dei dell’Olimpo nella narrazione. In questo modo dà vita a una storia che oltre a divertire i giovani (ma non solo loro) insegna ed emoziona. Ai lettori italiani ora non resta che attendere la traduzione degli altri volumi.