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Il caso Sparsholt

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Freddie Green è il più anziano (di appena un anno) del gruppo di ragazzi che hanno messo insieme un Club costituito con lo scopo di incontrare gli scrittori e con loro parlare dei nuovi libri pubblicati e magari farsene leggere un po’. E proprio Freddie, essendo esonerato dall’arruolamento, non fa che leggere, tanto che il suo amico Evert racconta agli altri che legge due libri al giorno e per tutti è una specie di miracolo. Freddie si schernisce un po’, ma poi, con l’aria arrogante di chi la sa lunga, dichiara che se i libri sono scritti in italiano o in russo impiega molto più tempo. La Seconda Guerra Mondiale è appena cominciata e con essa è arrivato il carico di paura per la gente comune che vuole sapere cosa ne pensano gli scrittori. Tempi duri, quindi, anche al College e l’oscuramento obbligatorio subito dopo il tramonto non aiuta i giovani studenti a vivere la loro età spensierata. Nella struttura universitaria ci sono addirittura gli inservienti che arrivano nelle stanze dei ragazzi per mettere gli scuri alle finestre. È l’arrivo di Sparsholt, appartenente alla struttura di Brasenose, requisita per la guerra, che, dormendo nello stesso college dei ragazzi del Club ravviva un po’ le loro giornate (o forse è meglio dire le serate, se non le notti). Certo non lo apprezzano proprio e ognuno dice la sua a tal proposito, mentre lo guardano muoversi all’interno della sua stanza non ancora oscurata. Phil, il tutor di Freddie, racconta che il professor Sangster si è lamentato di cigolii ritmici provenienti dalla sua stanza...

Nello spazio di una vita, le generazioni si susseguono e tra queste aleggia un “non detto”, che resta sospeso nell’aria ed è un “non detto” nelle confidenze, un “non detto” a proposito di scandali, un “non detto” nelle varie situazioni e negli incontri... Che poi, a dirla tutta, è un “non detto” che si capisce benissimo anche se a volte costringe a fare un po’ di fatica per entrare nella storia. Si tratta dell’omosessualità di alcuni tra i vari personaggi: certo sì, un segreto di Pulcinella, direbbe qualcuno. In realtà è così, d’altronde è un atteggiamento scontato per quanto riguarda lo Sparsholt senior e i suoi compagni coetanei, un po’ prima della metà del Novecento, dal momento che il rischio che correvano era piuttosto imponente, tra la galera e l’essere allontanati dal college e pure da quella carriera militare dalla quale lo stesso David Sparsholt è uscito come un eroe. Ma poi? Beh, piano piano i personaggi si sciolgono pur se gli scandali sono sempre i primi a riempire i giornali e riescono ad urtare ancora la suscettibilità dei benpensanti. Certo è che dal punto di vista dell’omosessualità, con gli anni che passano, assistiamo ai cambiamenti della società inglese, pur se l’evoluzione dei tempi e dei costumi lascia ancora questa necessità ipocrita di nascondersi. D’altronde, nonostante i passi avanti, anche il Ventennio del terzo millennio preferisce non sapere, non vedere, magari deridere, discriminare o violare, ma apparentemente ignorare.