Salta al contenuto principale

Il caso Webern

ilcasowebern

Mittersill, comune dell’Oberpingzau, regione di Salisburgo. 15 settembre 1945. È un sabato pomeriggio e Anton e Wilhelmine Webern stanno passeggiando al tramonto per i campi, in una tiepida giornata di inizio autunno. Sono stati invitati a cena dalla figlia Christine e dal genero Benno Mattel. Arrivano in Arn Markt 101 e subito le tre nipotine corrono verso di loro. Il genero dice loro che sta aspettando alcuni americani che devono fargli visita. Gli ospiti arrivano intorno alle 21 e Anton, circa un’ora dopo, comunica alla moglie di volere andare via, in modo da essere a casa per le 22.30. Nel frattempo dice anche di volere dare qualche boccata al sigaro che gli ha appena regalato Benno, durante la cena. Esce quindi in giardino per non dare fastidio alle bambine con il suo fumo. Dopo soli due o tre minuti si sentono distintamente tre spari e Anton si precipita nuovamente in casa, urlando che gli hanno sparato. Ha una ferita sul lato destro del torace e dello stomaco e, dopo essersi steso su un materasso, perde conoscenza per non riaversi più. All’apparenza è stato un soldato americano delle truppe alleate di stanza nell’Austria sud-occidentale ad avergli sparato, sentendosi in qualche modo aggredito. Ma per quale motivo un tranquillo compositore convalescente di cinquanta chili per un metro e sessanta centimetri avrebbe dovuto aggredire un soldato alleato?...

Quello che all’apparenza sembrerebbe l’incipit di un noir firmato da Raymond Chandler altro non è che il racconto veritiero dell’ultima notte di uno dei più grandi compositori del Novecento, il padre della musica dodecafonica Anton Webern. Probabilmente il cold case più celebre della storia della musica del Novecento. Dario Olivieri ripercorre la vicenda partendo proprio dal tragico epilogo per poi andare a ritroso. In questo modo viene anche tratteggiato il contesto degli sviluppi collaterali della guerra, in cui ritorsioni e vendette erano all’ordine del giorno tra vincitori e vinti. Un lavoro di ricostruzione certosino iniziato negli anni Novanta per realizzare un documentario sulla vicenda. Il volume quindi, nella narrazione, si sviluppa in due fasi complementari. Nella prima si analizzano tutte le testimonianze e i documenti ufficiali sulla morte di Webern, concentrandosi sull’ambigua figura di Benno, uomo con trascorsi nel partito nazista che trafficava in dollari americani e poi scappò in Argentina. Nella seconda si analizza maggiormente la figura dell’artista e della sua famiglia. Un ottimo esempio di efficace mix tra generi diversi e soprattutto multidisciplinarietà. Per chi poi volesse approfondire la figura di questo autentico profeta della musica, in appendice sono riportati anche l’albero genealogico della famiglia Webern, a partire dal 1850, la cronologia della vita del compositore, il catalogo delle opere e una nota discografica.