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Il cavaliere d’inverno

Il cavaliere d’inverno

1941. Nonostante vivano in una Leningrado sconvolta dalla guerra, in cui la gente muore per le strade di fame e freddo e si è costretti a passare le notti suoi tetti delle case a guardare le bombe tedesche esplodere sopra le teste, nonostante lui, Alexander, sia il ragazzo di sua sorella Dasha e lei, Tatiana, si creda ancora troppo bambina perché un ufficiale possa interessarsi a lei, e nonostante, soprattutto, lei continui ad allontanarlo, nonostante tutto questo lui la desidera. Di ragazzi al mondo, si dice la ragazza, ne esistono a migliaia ma avrà sempre e solo un’unica sorella. Come può cedere al suo cuore quando questo significa spezzare quello della sua Dashenka? Ma Tatiana non è più una bambina, sebbene chiunque attorno a lei cerchi di spingerla a credere il contrario. Chiunque tranne Alexander, che in lei vede la donna che sta per diventare e che desidera più di ogni altra cosa al mondo. Così pura e ingenua, tanto da aver preso l’autobus sbagliato e attraversato tutta la città solo perché lui la stava osservando, tanto inesperta della vita da non essere ancora in grado di fare scorte di cibo da sola e da dire “Sì” a qualsiasi cosa le chiedano di fare. Che sia rinunciare al proprio cibo o alla propria libertà, perché la vita di Tatiana è sempre stata di tutti gli altri: di Dasha, dei suoi nonni, dei suoi genitori, di Pasha, mentre la sua, di Anthony Alexander Barrington, è sempre stata vissuta per poter incontrare, un giorno, lei...

Paullina Simons con Il cavaliere d’inverno inaugura la sua trilogia omonima andando a raccontare la nascita e lo sviluppo di un amore così potente da resistere ad una guerra atroce ma, allo stesso tempo, una storia abbastanza travagliata da rasentare l’impossibile. Tra la piccola Tatiana e l’ufficiale Alexander abbiamo una delle storie più toccanti, struggenti e mozzafiato che ogni amante del genere possa sperare di leggere e che vede una prima e una seconda parte ben elaborate sia sotto il punto di vista storico, verosimili e ben sviluppate, sia per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, per i quali vengono gettate basi che reggeranno anche i successivi volumi. Sebbene una lettura decisamente godibile ed emozionante, purtroppo Il cavaliere d’inverno pecca, per quanto riguarda la terza parte, di descrizioni un po’ troppo particolareggiate degli incontri amorosi tra i due giovani protagonisti, descrizioni che non solo cozzano un po’ con tutto il paradigma attraverso cui si è articolato il romanzo fino a quel momento, ma riescono persino ad infastidire chi è riuscito veramente ad apprezzare le prime due parti, fortunatamente tanto ben scritte da far passare in secondo piano questa ultima parte piuttosto deludente e frivola. Nel complesso una buona lettura, soprattutto contando che, una volta terminata, senti che c’è ancora molto da dire.