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Il celestiale Bibendum

Il celestiale Bibendum

La goffa e claudicante foca Diego è appena sbarcata a New-York-sur-Loire, “tredici milioni di anime e altrettanti veicoli”, e già c’è un’automobile sportiva che la aspetta: Diego è stato prescelto per diventare un personaggio molto importante della vita politica e sociale della città. Questo pensano i municipali e l’intellighenzia locale e insieme danno vita a un programma di educazione personalizzata per l’ingenua foca. Arte, matematica, storia e geografia, scienze e portamento... Non si può trascurare nessun dettaglio perché Diego è il candidato perfetto a diventare un simbolo importante per la capitale. Con il suo fisico “coccoloso” e i suoi occhioni buoni è in pratica già sul podio, pronto per vincere un premio millenario e prestigiosissimo: il Premio Nobel per l’Amore. “Maledetto Premio Nobel per l’Amore!!!” esclama stizzito il Diavolo dal profondo dell’Inferno. A questo punto la giovane foca non avrà vita facile, perché il Diavolo ha deciso di mettere il suo caprino zampino nella storia...

Il celestiale Bibendum è stato pubblicato per la prima volta in Francia in tre tomi distinti dall’editore Les Humanoïdes Associés fra il 1998 e il 2002. Il titolo può sembrare piuttosto oscuro ma quando la testa mozzata del professor Lombax, grottesco narratore della storia, ci spiega come è nata la strana foca bianca non è difficile associarlo a quello che è comunemente noto come “omino Michelin”, il cui nome di battesimo (semi-sconosciuto) è appunto Bibendum. L’autore, in un viaggio surreale lungo 197 pagine, ci presenta ogni sorta di bizzarro personaggio: Séraphin, l’elegante scagnozzo occhialuto del Diavolo, il presidente degli intellettuali di New-York-sur-Loire assemblaggio di cluster di persone, serafici cani parlanti col panciotto e naturalmente il Diavolo, con le sue braghette colorate, i piedi caprini, le zanne e la costituzione di un bambino cicciottello. Il racconto procede su diversi piani temporali e spaziali (la città, l’Inferno, l’interno dei corpi dei protagonisti, un mondo parallelo con dei Polli anglofoni sedicenti registi) e riprende dei temi cari al surrealismo di Bulgakov, dalla critica verso la società intellettuale all’assuefazione del popolo al vuoto pneumatico dell’amore a buon mercato: “parole mielose, accordi semplici e teneri, 800 dB e un po’ di luci il cocktail del successo politico e culturale”. La gestione dell’intreccio disorienta il lettore poco avvezzo al simbolismo, all’allegoria e ai personaggi grotteschi e zoomorfi. Entusiasma chi invece adora le riflessioni sulla società e i poteri occulti (primo fra tutti, il marketing) e sui volti del Diavolo nella letteratura. Le illustrazioni hanno uno stile intenso, grottesco, espressionista, ricco di spunti e richiami ai grandi maestri, da Moebius a Van Gogh. Per estimatori del distopico fantastico.