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Il cinema secondo Steve

Il cinema secondo Steve
Chi bazzica il mondo del cinema da un po' di tempo sicuramente conosce il nome di Steve Della Casa, giornalista e critico cinematografico: fu direttore del Torino Film Festival, collaboratore della Mostra del Cinema di Venezia e ora è il mattatore del programma di Rai Radio Tre “Hollywood Party”. Conosciuto anche per la sua militanza politica in Lotta Continua, è stato uno dei primi responsabili della rivalutazione del cinema di genere in Italia. Un suo libro su Riccardo Freda risale al 1999, in tempi non sospetti rispetto a quanto avvenuto diversi anni dopo con Sir Tarantino. Il cinema italiano, in tutte le forme e salse, non solo è sempre stato la sua passione, ma argomento di studio in una lunga lista di saggi da lui firmati. In questo brevissimo testo, che si legge nello spazio di una notte, sceglie oltre un centinaio di pellicole prodotte in Italia dal 1930 al 1980 e ne fornisce un'interpretazione personale. Che significa parlarne più col cuore che con orpelli teorici, raccontare aneddoti più o meno conosciuti e lasciarsi andare a divagazioni personali. La sintesi con cui tratta ogni singolo film tradisce il formidabile comunicatore che c'è in lui: conscio probabilmente che il suo libro sarebbe finito più nelle mani del cinefilo curioso che di quello esperto, evita di sbrodolare lunghe recensioni, preferendo tratteggiare ogni film con pochi cenni, suscitando piuttosto la curiosità di approfondire altrove... 
La scelta delle opere è coerente con il personaggio e con l'idea di cinema che ha sempre portato avanti: Steve Della Casa, rifiutando ogni divisione tra cinema alto e cinema basso, non ha mai disdegnato di parlare di un Antonioni e successivamente citare un Lucio Fulci, trattando il cinema peplum alla stregua di quello dei telefoni bianchi. Operazione interessante quella de Il cinema secondo Steve, forse esageratamente ombelicale e autocelebrativa, ma comunque intelligente. La scritta “prima parte” e la scansione temporale dei film scelti fa supporre l'arrivo di un secondo volume, che attendiamo al varco.