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Il circo fantasma

Il Circo Fantasma
Londra, intorno al 1845. Il vecchio e imbellettato duca di Llannefydd si versa un altro whisky. Ha un incarico importante da affidare a Mr. Doveribbon junior, avvocato e affascinante uomo di mondo: partire per la vasta e inesplorata America, dove è fuggita Cordelia Preston - secondo il duca colpevole della morte del figlio - trovare la sgualdrina e ucciderla. Llannefydd vuole anche che l’avvocato gli porti Gwenlliam, figlia di Cordelia, nonché sua nipote e unica legittima erede. New York è una città giovane ma già parecchio caotica, volgare e violenta. Cresce e produce denaro alla velocità della luce, anche grazie ai traffici illeciti delle gang che controllano interi quartieri. Le strade brulicano di gente che si guadagna la giornata nei modi più disparati e che cerca un po’ di svago riversandosi nei tendoni per assistere ai numerosi spettacoli in cartellone. Il più noto è l’Incredibile Circo di Mr Silas P. Swift, la cui principale attrazione è la mesmerista Miss Cordelia Preston, che si esibisce in un numero sensazionale insieme con la figlia acrobata…
Il circo fantasma, secondo volume della serie Mesmerist di Barbara Ewing (il primo non è stato stampato in Italia, ma tranquilli: le trame sono indipendenti), non rientra nella categoria di quei libri che tengono il lettore incollato alle pagine. Diversi elementi (mesmerismo, spettacoli circensi, sedute spiritiche, rapimenti, fughe, scontri tra gang) potrebbero farne un godibile romanzo d’appendice; l’autrice però manca in pieno l’occasione di sviluppare in modo convincente e vivace - come un incallito lettore di feuilleton si aspetterebbe - gli spunti interessanti. Personaggi caricaturali, dialoghi artefatti - incomprensibile e irritante la frequenza con cui soprattutto le donne scoppiano in risate fragorose e dirompenti - e il ripetersi al limite dello sbadiglio di concetti e immagini: molte le lacune di questo romanzo decisamente troppo lungo. Una sforbiciata avrebbe giovato alla snellezza della scrittura, dal momento che molte pagine, sovraccariche di immagini, nel tentativo (fallito) di creare atmosfere magiche non aggiungono nulla al plot. L’intero romanzo è segnato da un’incredibile ingenuità, costellato da una miriade di situazioni al limite del verosimile; senza contare che l’autrice si concede spesso interminabili e noiose descrizioni del coraggio e della dignità dei suoi personaggi piuttosto che mostrarne le azioni. E i pochi colpi di scena sono narrati in modo tutt’altro che coinvolgente. Appare poi del tutto ingiustificata la presenza di alcune lettere, che, ripetendo molti degli episodi già narrati, appesantiscono ancor più la lettura. Se a tutto questo si aggiunge una visione ultrastereotipata del Bene (gente povera che, nonostante tutte le tragedie, tira a campare orgogliosa) e del Male (ricchi arroganti e senza scrupoli) non ci resta che archiviare Il circo fantasma in fretta.