Salta al contenuto principale

Il club degli insolenti

ilclubdegliinsolenti

Giò l’ha fatta davvero grossa, questa volta, persino peggio di quella corsa clandestina che aveva organizzato a scuola e che le aveva guadagnato una visita in presidenza. Qui si tratta di tentato omicidio, che storia… Ma incominciamo dall’inizio: il Club degli Insolenti. Chi sono costoro? Giò, Jack, Flipper, Rita e Jana. Perché si sono riuniti? Per cercare di superare indenni le prepotenze che quotidianamente gli alunni delle medie sono costretti a subire, cominciando da quelle inflitte dalla Bifida. La Bifida si muove tra la macchina del caffè e la bidelleria: è la capa di tutte le bidelle - che comanda a bacchetta - e ha molto, molto potere. Cosa di cui va fierissima. Poi c’è Alex, il bullo, una persona tremenda e altre piccole o grandi seccature, sotto forma di persone o di situazioni, che ammorbano la vita già complicata dei tredicenni. Per forza bisogna essere insolenti, se no come si tira avanti? Comunque e per fortuna, ci sono anche amici e adulti gradevoli. La cosa peggiore che può capitare è proprio quando uno di questi, diciamo la prof preferita, ti delude orribilmente buttandoti sulle spalle una colpa che non hai. Però davvero non doveva andare così, Giò non aveva in mente un tale disastro…

Insolente significa provocatorio, offensivo, eccessivo rispetto a quanto raccomanderebbero la convenienza e il rispetto delle norme sociali. Ma le ragazze e i ragazzi protagonisti sono in realtà adorabili: Leo “Flipper” è appassionato di Minecraft, silenzioso, con la fobia delle pozzanghere e la sindrome di Asperger; Jana è una persona tostissima, sportiva e con la risposta pronta, viene dall’Albania e tutti la guardano con sospetto perché ama giocare a calcio mentre non si interessa di smalti; Rita ha la dolcezza nel cuore e vorrebbe fare la pasticcera, però brucia le torte; Giacomo, detto Jack l’Incoraggiatore, ama scrivere e vorrebbe diventare uno scrittore, ha un sorriso per tutti e si muove con la carrozzina (non la carrozzella, come purtroppo scritto a pag.16, perché quella è trainata dai cavalli). Non è facile parlare di adolescenti agli adolescenti. L’autrice riesce nell’arduo compito attraverso una scrittura piena di energia, di ironia e anche di qualche incursione nel gergo. Non è facile nemmeno parlare di valorizzazione delle caratteristiche di ognuno e di inclusione, senza ottenere, per eccesso di zelo, l’effetto contrario a quello desiderato. Molto gradevoli e morbidamente fumettose le illustrazioni di Giulia Iori. Piacerà a giovani lettori e lettrici che si sentono insoliti e insolenti, a chi frequenta la scuola media o a chi la inizierà il prossimo anno. Astenersi collaboratori scolastici (anche no!).