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Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey

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Londra. Gennaio 1946. Il lavoro sul suo nuovo libro non va. Non procede affatto. Juliet Ashton - giovane giornalista inglese che sta riscuotendo un buon successo con la sua pubblicazione intitolata Izzy Bickerstaff va in guerra, mentre la sua biografia di Anne Brontë è, secondo lei, una mezza disfatta - ha deciso di scrivere qualcosa a proposito delle manie degli inglesi, ma si è appena resa conto che non riesce a mettere né testa e né cuore in questo nuovo progetto. Si sente anche piuttosto malinconica, anche se non ne conosce il motivo. Forse è solo la conseguenza del fatto che tutto, intono a lei, è devastazione e solitudine: strade, edifici e persone sono distrutti. Soprattutto le persone. Juliet trascorre quindi il suo tempo cercando un nuovo stimolo per scrivere. Quando riceve la prima lettera da Dawsey Adams, rimane molto colpita dal contenuto. Dawsey le comunica di essere entrato in possesso di un libro, un tempo appartenuto a lei, di Charles Lamb. E Dawsey adora Lamb, che è riuscito a farlo ridere durante l’Occupazione della sua isola. Eh, sì. Dawsey le sta scrivendo da Guernsey, l’isola del Canale occupata a partire dal 1940 da truppe tedesche, che per anni hanno condizionato la vita degli isolani. Nel lungo periodo di guerra Dawsey e alcuni suoi concittadini hanno fondato un club - che hanno battezzato con il nome originalissimo di “Club del libro e della torta di bucce di patata” - nel quale, durante le riunioni, si sono scambiati opinioni relative alle letture di ciascun membro e si sono dati una mano a vicenda, cercando di affrontare insieme il difficile periodo. Juliet rimane molto colpita dalla lettera del signor Adams e non esita a rispondergli, sottolineando l’immenso potere che hanno i libri: di una lettura può interessare un piccolo particolare, che condurrà inevitabilmente a un nuovo libro, poi a un altro ancora, e così di seguito in una progressione geometrica di cui non si scorge la fine e che ha come unico scopo il piacere. Juliet, inoltre, vuole saperne di più del club del libro, a partire dal motivo per cui gli è stato dato quel nome così singolare…

Lettere, telegrammi e brevi biglietti volano da una parte all’altra della città, da una nazione all’altra, da un continente all’altro o più semplicemente attraverso la Manica e raccontano la storia eroica di una piccola isola, celebrano il coraggio di agricoltori e allevatori e rivelano l’esistenza di un club di lettura bizzarro e singolare come il nome che porta. Il romanzo epistolare scritto a quattro mani da Mary Ann Shaffer e Annie Barrows – bibliotecaria la prima che, durante la stesura del romanzo, scopre di essere affetta da una malattia che non le dà scampo e, per non lasciare incompleta l’opera su cui sta lavorando, coinvolge la nipote nel suo progetto, strappandole la promessa di portarlo a termine, nel caso lei non vi riesca - è un libro grazioso, lieve ma nient’affatto superficiale, e prezioso. Trasporta i lettori nell’isola di Guernsey, subito dopo la Seconda guerra mondiale, e mostra il desiderio di voltare pagina che anima uomini e donne feriti, ma sostenuti da un tale carico di dignità da essere capaci di risollevarsi, dopo tante brutture, e di ricominciare a camminare. Partendo dal ritrovamento di un libro - la lettura e il suo potere salvifico sono uno dei temi principali del romanzo -, dall’amore condiviso nei confronti di un autore e da una lettera inattesa, i protagonisti del romanzo intavolano una rete di relazioni profonde e tangibili, che saranno le basi di una vera amicizia nata, per alcune delle parti coinvolte, sulla carta prima ancora che dal vivo. Personaggi memorabili - anche le cosiddette comparse sono raccontate in maniera tanto efficace da lasciare il segno - si succedono tra le pagine del romanzo e raccontano scorci di vita, presente e passata, in cui ciò che domina è l’amore: quello per la lettura, innanzi tutto (notabili le numerose citazioni all’interno della vicenda), quello nascosto nei piccoli gesti di fraternità di una comunità che si riconosce nel dolore e si aiuta, quello per la propria terra e quello più classicamente romantico, capace di spingere a drastiche decisioni e a cambiamenti di rotta. Un piccolo gioiello, una storia eroica condensata tra le pagine di un libro garbato ed estremamente piacevole, di cui è stata realizzata nel 2018 una trasposizione cinematografica diretta da Mike Newell e interpretata da Lily James, Michiel Huisman e Jessica Brown Findlay che, pur non potendo ricreare esattamente le stesse sensazioni che uno scambio epistolare suscita, risulta comunque gradevole e ben fatto.