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Il colore delle cose non dette

Il colore delle cose non dette

Incastrata in una routine che la tiene in vita, Nina cerca di superare così la perdita del fratello. Nel suo silenzio, che la rende estranea e la esclude dai rumori provenienti da fuori, dagli altri. Al mattino si affaccia fuori dalla finestra, smarrisce lo sguardo e i pensieri nel mare. Si è trasferita da poco nella mansarda di un condominio, per la prima volta vive da sola. Ha iniziato a lavorare da remoto come grafica, ma in realtà si sente bloccata davanti ad uno schermo, in balia di urla che provengono dagli inquilini. E così, come un film che riparte sempre da capo, una volta finito, Nina si sveglia, si mette a lavorare, ma senza stimoli per cui non conclude nulla, scende a buttare la spazzatura, se ha voglia, e scambia qualche parola con Mirta o Prosperina, attende le torte avanzate di Pietro, che lavora in una pasticceria, e cerca di dormire. E tutto pare destinato a ripetersi allo stesso modo all’infinito, finché una sera il display del suo telefono si illumina...

Un numero sconosciuto, una domanda: “Per favore posso parlare un po’ con te?”. La prima di mille altre che si formano nella testa di Nina. Chi ha preso l’iniziativa di scriverle? Chi si nasconde dietro l’anonimato di quel numero? Di certo è qualcuno che conosceva suo fratello Samuele e soprattutto qualcuno che ne era innamorato. Questa confessione è la prima di una serie che porterà Nina a chiedersi chi fosse suo fratello e se lo conoscesse davvero. Presa dalla curiosità di scoprire chi sia che si nasconda dietro questo numero e soprattutto dietro uno schermo telefonico, l’unica condizione è quella di rispondere a 36 domande, domande che uno psichiatra ha formulato perché due persone possano conoscersi senza alcun pregiudizio. È così che questo estraneo o estranea vuole avvicinarsi a Nina. Lei accetta, anche se a morderla è la curiosità di capire chi sia piuttosto che come sia questa persona. Pur trovandosi più volte sul punto di rinunciare, quando scopre che lo sconosciuto vive nel suo stesso condominio non può che iniziare ad indagare: Pietro? Sarah? La famiglia Angeli? La famiglia Balsamo? L’ingegnere Barra? Nina rischia quasi di impazzire, eppure, quella luce del display che si accende la notte, nel momento buio della sua vita, diventa lo spiraglio per uscirne.