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Il coro femminile di Chilbury

Il coro femminile di Chilbury

Marzo 1940. Chilbury è un paesino del Kent, la contea inglese più prossima alla Francia invasa dai tedeschi. La mancanza di uomini, impegnati nello sforzo bellico, richiede alle donne di rimboccarsi le maniche, nonostante la minaccia di una possibile invasione dell’esercito nazista aleggi sull’intera regione. Ma loro non si limitano a mandare avanti le attività di padri e mariti, vogliono far sì che la intera vita quotidiana non si fermi per colpa del conflitto. Pochi giorni prima del primo funerale della guerra, un cartello affisso sulla porta del Municipio annuncia che il coro verrà sciolto per mancanza di cantanti uomini (“Poiché tutti i coristi sono partiti per la guerra e il coro è rimasto privo di voci maschili, è stata presa la decisione di scioglierlo. L’ultima esibizione si terrà martedì prossimo, in occasione del funerale di Edmund Winthrop. Il vicario”). È in quel momento che le donne di Chilbury prendono in mano la situazione, rifiutando di accettare la decisione che un coro di sole voci femminili sia impensabile. Riunite nel cimitero della cittadina durante la cerimonia di sepoltura di Edmund Winthrop, prima, e nel Chilbury Manor per il consueto rinfresco funebre, poi, discutono dell’impossibilità di rimanere senza una delle attività che riunisce da sempre la comunità, e che fa parte della vita cittadina da tempo immemore. Perché cantare, sostengono, “ti fa sentire più forte”. E così, grazie anche alla determinazione dell’intrepida Primrose Trent, la nuova maestra di musica trasferitasi nella cittadina da Londra per insegnare presso l’Università di Litchfield, Mrs Tilling, Kitty Winthrop, la piccola rifugiata ebrea Silvie, Miss Edwina Paltry, Venetia Winthrop e le altre donne di Chilbury iniziano a pianificare la loro prossima mossa...

Un romanzo breve, scorrevole e semplice da leggere, ma non per questo banale. Ciò che più sorprende, in maniera positiva, è la capacità dell’autrice Jennifer Ryan di toccare i temi pesanti della morte e della distruzione portate dalla guerra in modo sempre delicato, tanto da lasciare al lettore una sensazione di speranza, data dalla determinazione dei personaggi femminili che vi appaiono. È infatti attraverso i diari di Mrs Tilling, Kitty Winthrop e Silvie, le lettere di Miss Edwina Paltry e Venetia Winthrop, i biglietti e i pettegolezzi, che si scoprono i sotterfugi e gli intrighi con i quali le donne di Chilbury riescono a raggiungere il loro scopo, creando per la prima volta un coro di sole voci femminili. Con questo romanzo di debutto, la Ryan esplora il secondo conflitto mondiale, un tema già ampiamente ricostruito su carta, piccolo e grande schermo, da un punto di vista forse fin troppo accantonato, ossia quello delle donne che, nonostante le continue perdite e il completo stravolgimento delle loro vite, scelgono coraggiosamente di andare avanti e perseguire la felicità invece di abbandonarsi allo sconforto. Una scintilla di speranza esposta brillantemente, attraverso uno stile narrativo capace di portarci all’interno delle menti e dei cuori delle protagoniste, e di farci vivere in prima persona le loro azioni e i loro sentimenti. L’avviso affisso nella sala della chiesa con cui si annuncia l’inizio delle prove del nuovo coro crea scompiglio ed eccitazione, e porta finalmente una nuova tonalità musicale composta da note di determinazione e speranza, che contrastano prepotentemente quelle cupe di preavviso di morte e distruzione delle sirene antiaeree notturne.