Salta al contenuto principale

Il corvo e altre poesie

Il corvo e altre poesie

I misteri dell’animo umano, l’orrore dell’ignoto, il fascino dell’inconfessato sono gli ingredienti di quel maestoso romanticismo dark che contraddistingue l’intero corpus poetico di un letterato geniale tra i più noti e ancora oggi apprezzati non solo negli Stati Uniti ma nel mondo intero. Ogni componimento presente nella raccolta riflette le ombre più fosche che si allungano su di un ingegno inquieto: “Allora – nei primi anni, nell’alba / delle burrasche di una vita – è sorto / dai grandi abissi del bene e del male / questo mistero che ancora mi avvince”. Ma anche la manifestazione dapprima esuberante dei propri sensi, poi più misurata e composta, in una perenne oscillazione tra gli slanci generosi e i ripiegamenti amari nell’antro dell’infelicità: “Quando scorrevano ore felici, / e il cielo non velavano le nubi, / l’anima mia, perché non fosse pigra, / condusse la tua grazia ai tuoi e a te”. I versi che compongono ogni lirica, come variazioni dell’eterna dualità “romantica” di amore e morte, si espandono lungo le pagine con un susseguirsi di continue efflorescenze della memoria, di rievocazioni di donne evanescenti, di fruscii di sogni, di baluginanti bagliori che filtrano a tratti il drappo dell’oscurità: “Nel buio della notte io ho sognato / visioni di una gioia ormai sepolta; / ma un altro sogno fatto nella veglia, / di luce e vita, mi ha spezzato il cuore”…

Esce da Feltrinelli, per la curatela e traduzione di Raul Montanari, una preziosa antologia dell'opera poetica di Edgar Allan Poe, scrittore e poeta, critico letterario e giornalista, editore e saggista, nato a Boston nel 1809 e deceduto a Baltimora alla sola età di quarant’anni a causa di una malattia. La silloge racchiude il celeberrimo poemetto Il corvo e venti liriche, con testo integrale a fronte, che coprono l’intero arco – sia pur incresciosamente breve – della sua vicenda artistica ed esistenziale. A partire dalle prime composizioni, caratterizzate da un armamentario retorico desunto dalle letture giovanili, fino a quelle successive nelle quali Poe prosciuga l’incisività espressività, e chiudere con i capolavori assoluti dell’ultimo periodo. Pur facendo leva su di uno stile cantabile e colmo di ripetizioni che assimilano i testi a filastrocche o ballate, Poe intraprende un viaggio pericoloso tra i nostri timori ancestrali fino a consegnarci il lato più tenebroso del nostro io. Le sue poesie ci conducono, infatti, al centro delle più paure più recondite, in un mondo che è popolato di fantasmi. La sua ars poetica, stigmatizzata in modo esemplare ne Il corvo, riflette le complessità della sua collocazione a metà via tra classicismo e romanticismo. Il suo ingegno è rigoroso, non si abbandona mai al banale rimpianto dei modelli classici né a quel perduto sentimentalismo che è spesso il vero lato debole dei Romantici. E pur tuttavia egli resta il poeta più romantico in senso europeo che l’America abbia mai avuto. Anche per questo forse la sua arte ci è tanto cara e famigliare.