Salta al contenuto principale

Il delitto di via Crispi n. 21

delittoviacrespi21

Il commissario Alberto Sorrentino ha lasciato Napoli e si è rifugiato a Civitavecchia per cercare di mettere da parte il ricordo doloroso della sua amata Ester, morta in circostanze oscure. A pochi giorni dall’attesa visita del Führer, prevista per il cinque maggio 1938, viene però richiamato con urgenza nella città partenopea per far luce sull’omicidio di tre ragazze, tutte vittime della stessa mano. L’assassino è un tagliagole che ha lasciato su tutti e tre i corpi strane incisioni e su ogni scena del crimine lo stesso messaggio misterioso: sangue sitisti. A complicare la vicenda il fatto che una delle donne è una giovane tedesca che lavorava in una rivista legata alla gioventù hitleriana. Il caso dunque deve essere risolto quanto prima poiché rischia di creare un incidente diplomatico tra Italia e Germania. Ada Weber è stata uccisa mentre era immersa nella vasca da bagno in un appartamento sito in via Crispi al civico n. 21, forse occupato all’insaputa dei proprietari che vivono al nord e che non sembrano sapere nulla della ragazza. Ma anche la morte delle altre due vittime appare inspiegabile, dato che entrambe si presentano riservate e dal passato irreprensibile. Ai tre delitti si aggiunge l’omicidio del ventiquattrenne Raffaele Pirozzi, di famiglia rispettabile e altoborghese. Un enigma incomprensibile che sembra frutto d’una mente malata. Ma qual è il fil rouge che lega queste macabre morti? Sarà il caparbio commissario Sorrentino, assistito dal devoto luogotenente Del Vecchio, a venire a capo del complicato rebus…

Lidia Del Gaudio caratterizza con pochi tratti decisi i suoi personaggi. La simpatia che si prova per l’indiscusso protagonista, Alberto Sorrentino, è immediata: malinconico, ostinato, maledettamente umano. Anche i personaggi secondari sono delineati con maestria, regalando al lettore la sensazione di un coro polifonico: Fortuna, l’arcigna tuttofare di Elisa Romano, l’attraente padrona di casa del commissario; gli inquilini del palazzo di via Crispi, le famiglie delle vittime. La Napoli del ventennio fascista, parata a festa, è l’affascinante palcoscenico della vicenda. L’autrice ci conduce per i suoi vicoli e rioni, ci porta ad ammirare il golfo e il Vesuvio, ci fa annusare i buoni odori di pietanze e di panni stesi. L’ambientazione storica è curata in dettaglio e la penna è sempre impeccabile, senza un minimo tentennamento, senza mai alcuna pigrizia. Non a caso questo romanzo d’esordio è il vincitore del Premio Garfagnana in Giallo 2019 ed è stato proposto al Premio Strega. Noi attendiamo il sequel: a Napoli si è liberato il posto di vicequestore e la speranza è che ad andarlo ad occupare sia proprio il commissario Sorrentino.