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Il demone di febbraio

Il demone di febbraio

L’uomo guarda Edith che balla nuda nel fuoco come le ha chiesto di fare, e le lingue di fiamma non lambiscono il suo corpo. Vede lo sguardo cupo del suo amico Klaus e percepisce la ferita del tradimento che gli si è aperta nell’anima. Sa come andrà a finire, ha già vissuto la scena come in sogno. Nella fattoria nei pressi di Noiremont scorrerà sangue, arderà un incendio. Lui ne è la causa. Ma non può farci nulla, è il demone di febbraio e si limita a obbedire agli ordini della vecchia Lénore... Ogni sera un sessantenne solitario frequenta il Café de Paris per bere qualche bicchiere e fare una partita a scacchi con un emigrato russo che si fa chiamare principe Pierre. Una notte, rientrando a casa, nella vetrina di un antiquario scorge un gatto che gioca con una testa mozzata dai lunghi capelli argentei, tra i quali brilla una perla nera al centro di un nastro color malva. La scena è orripilante, e ancora più sconvolgente è il momento in cui, di lì a qualche mese, incontra, ancora viva, colei a cui appartiene il macabro capo tagliato... Ingegneri, uomini d’affari e magnati hanno deciso la demolizione della piccola stazione di North Berwick, nel Sud della Scozia. Al suo posto sorgerà una stazione marittima e per proteggere il cantiere da qualsiasi incidente è stato nominato un guardiano, Peter Grimsey. Vengono le prime nebbie autunnali e durante la sua ronda a Peter sembra di scorgere un’ombra. Col passare dei giorni, appena cala il buio, gli pare di udire rumori sospetti, passi soffocati dal vento, urla remote, persino di sentir pronunciare il suo nome. Finché l’ombra che aveva intravisto apre la porta della sua baracca ed entra...

Strade avvolte dalla foschia, luoghi desolati, rovine, diavoli, streghe. Segreti inconfessabili racchiusi nel grido muto di statue allucinanti murate in un solaio, divinità crudeli che uccidono chi ha l’ardire di contemplarle, fantasmi che tornano per instillare nei propri assassini un senso di colpa fatale. Aggiungiamo il loop temporale in cui sono intrappolati molti personaggi, spettatori attoniti di eventi che si verificano senza consequenzialità né spiegazione logica in un assurdo mescolarsi di presente, passato e futuro. Le storie di Gérard Prévot, uno dei maggiori esponenti della “scuola belga del bizzarro”, mettono nelle vene un’inquietante suggestione. In esse non c’è orrore canonico, ma un senso estremo del fantastico qua e là punteggiato di spiazzante ironia. Il loro territorio, evanescente come le brume del Nord, si colloca nell’incerto confine fra realtà e impossibile, dove il consueto si sgretola e lascia filtrare dalle sue crepe spiragli di mondi inimmaginabili, che risucchiano chi vi si imbatte con la voracità di un buco nero. Alcatraz propone per la prima volta tradotti in italiano i racconti di Prévot e li pubblica con la stessa impostazione grafica dell’edizione originale del libro apparso nella collana Bibliothèque Marabout-Fantastique, mantenendone anche la suggestiva illustrazione di copertina. Un’immagine enigmatica come queste novelle, perfette per assaporare piccoli brividi di sconcerto.