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Il Demonio di Sant’Andrea

Il Demonio di Sant’Andrea

Sant’Andrea, un piccolo paese alle pendici del Vulture e una piccola comunità di braccianti nel 1838: tra questi tre amici inseparabili, Pasquale, Peppe e Bitantonio, alternano le giornate di duro lavoro con esplorazioni avventurose nel bosco del Vulture, là dove si annidano i briganti. Pasquale sta per avere un figlio dalla sua Maria, così un giorno decide di comprare da un venditore di cianfrusaglie un rotolo di fogli, lui che non ha mai tenuto una penna in mano. Con quei fogli e l’aiuto dei due amici, disegnerà la mappa del bosco, gli antri nascosti del Vulture. Una sera, Pasquale e Peppe si imbattono in una grotta piena zeppa di armi, un tempo covo di briganti: quella stessa notte nasce Salvatore Iodice, il figlio di Pasquale. Totore fin da subito si mostra sveglio e abile, impara in fretta e desta molta ammirazione. Dal recalcitrante e ozioso don Patania impara a leggere a scrivere in gran fretta, in modo tale da cominciare a leggere tutti i libri in canonica. Come il padre, Totore sente la necessità di sollevarsi da una condizione misera e stagnante. Una notte incontra un brigante vero: Carmine Crocco, braccato dai gendarmi, in cerca di una coperta e di un po’ di vino. Totore lo aiuta, e in una notte la sua vita viene stravolta: comincia così il suo lento apprendistato da brigante…

Storia di un brigante, Salvatore Iodice, in difesa della sua Lucania contro l’ignoranza remissiva e le angherie del potere, declinate prima nella divisa borbonica, poi in quella blu sabauda; intrecciandosi con altre storie di briganti, altri contadini mutati in assassini dalla fame, dai soprusi e dalla rabbia, ribelli alla giornata contro lo stato delle cose che inevitabilmente li piega. Gaetano Allegra racconta con impegno ed entusiasmo - accompagnato dalla prefazione di Rita Borsellino e la postfazione di Eugenio Bennato - le avventure di un brigante lucano che comincia a combattere sui libri da piccolo, per poi, attraverso la cultura e l’ideale di grandezza che illumina lui come il padre, difendere la propria terra da chiunque voglia toccarla senza rispetto. Storie e battaglie dai toni forti, ai quali purtroppo poco si addice una scrittura altrettanto calcata, con utilizzo reiterato di frasi a effetto: presenza ingombrante ai danni della trama.