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Il destino dell’ortica

Il destino dell’ortica

Roma, marzo 1925. Elisabetta non riesce a calmare i suoi nervi; cammina nervosamente su e giù per il corridoio, mentre l’orologio a pendolo in salotto segna i minuti che scorrono lenti. Si sente soffocare e si rende conto di aver sopravvalutato la sua capacità di tenere tutto sotto controllo. Deve darsi una calmata. I bambini hanno appena spalancato la porta d’ingresso e tra un po’ faranno la loro apparizione in casa con la solita irruenza che li contraddistingue. Lei non può farsi vedere così. Assolutamente vieta a sé stessa di mostrarsi inquieta di fronte ai ragazzi. Da troppo tempo è abituata ai pettegolezzi e, davanti ai sorrisetti velenosi e alle occhiate che le vengono rivolte, si è sempre difesa mostrandosi sicura di sé e camminando a testa alta. Ma questa volta, purtroppo, la situazione è davvero diversa, pensa mentre ripercorre le tappe della sua vita insieme al marito Vittorio. I due si conoscono nel 1912, a gennaio, in una sera in cui un temporale furioso costringe tutti a starsene tappati dentro. Tutti, tranne un temerario Vittorio che appare sulla soglia di casa di lei con le scarpe zuppe e il cappello che gli cola sull’impermeabile. Da tempo i genitori di Elisabetta muovono pedine per organizzarle un matrimonio che sia all’altezza del cognome che portano e quella sera Elisabetta è tirata a lucido, quando lo sguardo di Vittorio si posa su di lei. D’altra parte lui l’ha già notata e, nelle settimane precedenti, in chiesa ha fatto di tutto per farsi guardare dalla giovane, che tuttavia non ha mai fatto caso alle sue attenzioni. Ora, però, che finalmente lo nota, si accorge che quel ragazzo è davvero di bell’aspetto, ha un buon lavoro e, per essere un’unione combinata dai genitori, Elisabetta si ritiene fortunata. Una volta convolati a nozze, Elisabetta è chiamata a rispettare i suoi doveri coniugali, che in un primo momento le paiono quasi impossibili da sopportare, ma quando si rende conto che quegli animaleschi accoppiamenti sono qualcosa di meglio di una spregevole seccatura, comincia a prenderci gusto anche lei. Certo è che Vittorio è instancabile e, dopo due parti, di cui uno gemellare, Elisabetta si ritrova a pensare a una soluzione che le permetta di riprendere fiato. E la trova consentendo a Vittorio, indiscusso gallo del pollaio, di stuzzicare qualche altra gallina...

Un romanzo quasi totalmente al femminile, quello di Flavia Cercato – conduttrice radiofonica e televisiva, nipote della celebre “signorina buonasera” Aba – che racconta, attraverso le storie delle protagoniste, i radicali cambiamenti che hanno interessato l’universo femminile nel corso del Ventesimo secolo. Generazioni di donne appartenenti allo stesso nucleo familiare vivono anni segnati da dinamiche sociali che mutano e spingono a cercare nuove vie per accostarsi al lavoro, all’amore, alla sfera sessuale e alla vita in generale. Partendo da una scaltra Elisabetta, che prima dell’avvento del fascismo vive con Vittorio un matrimonio segnato da continui tradimenti ma anche da un intenso sentimento d’amore, passando poi attraverso Marianna – che pare avere strani poteri, quasi magici, che segnano in qualche modo la sua esistenza –, Ginevra, che nasconde più di un segreto, e Emma, la Cercato muove le donne della storia in una realtà continuamente in evoluzione, per affrontare la quale occorre essere tenaci, come l’ortica, appunto. Donne che non subiscono la realtà nella quale sono immerse, ma la vivono appieno, cercando anche di arrotondarne le spigolosità. Grandi amori, discussioni familiari, delusioni, sparizioni e misteri che reclamano di essere risolti sono gli ingredienti di un affresco che ritrae perfettamente la Roma borghese del tempo, in cui la famiglia Mori diventa il riflesso della natura umana che si incarna in ogni nucleo familiare: una realtà in cui ci si ama, ci si scontra, si cresce e si vivono istanti infiniti di gioia e dolore. Una penna asciutta, capace di raccontare un lunghissimo periodo storico senza annoiare mai, sottolineando i cambiamenti sociali e anche quelli linguistici, le sconfitte e le conquiste delle donne, universo complesso con il quale l’autrice invita il lettore a confrontarsi o a riconoscersi. Una lettura che diverte e spinge a interrogarsi, un libro consigliato a chi è alla ricerca di una storia nella quale identificarsi e della quale, tutto sommato, essere fieri.