Salta al contenuto principale

Il difetto

Il difetto

XIX secolo. In Louisiana, dopo la guerra civile, una donna creola, vedova e senza figli, gestisce da sola una piantagione di cotone di quattromila acri. Thérèse Lafirme è determinata ed esigente, è amata e ammirata da tutti. Vive in un territorio selvaggio e in rapida trasformazione. Tutto inizia con la costruzione della ferrovia, a cui Thérèse fa inizialmente resistenza, turbata dall’idea dell’arrivo di folle di estranei nella sua calma regione. Da allora giungono in Luisiana molti imprenditori in cerca di nuove occasioni di arricchirsi. Ciò porta lavoro, ma esporta anche la pericolosa sete di guadagno e progresso tipica del Nord in un luogo ancora legato ai valori tradizionali. Se ne vedono sempre di più e un giorno un uomo d’affari, serio e ombroso, bussa anche alla porta di Thérèse per chiederle di vendergli il diritto di far legna nelle sue terre, per rifornire una segheria che sarebbe stata costruita a pochi chilometri dalla sua piantagione. Si chiama David Hosmer e presto il suo arrivo, oltre al territorio, sconvolge anche le antiche certezze di Thérèse. Una tenera amicizia nasce tra i due e fa tornare a battere il cuore della donna. Ma nel passato di David c’è qualcosa che lei non può accettare. Il bisogno di Thérèse di veder trionfare il moralismo e i precetti religiosi rischia di sacrificare la propria e l’altrui felicità. Non sempre quella che sembra la cosa giusta da fare è davvero la scelta migliore. Ma sbagliare, è l’unico modo per scoprire la verità…

Il difetto, o più letteralmente “in difetto”, “in errore”, è un’opera inedita della scrittrice Kate Chopin, più nota per Il risveglio, romanzo del 1899 precorritore della letteratura femminista del XX secolo. Anche in questo suo scritto d’esordio si ritrova il tema del “risveglio”, inteso come la presa di coscienza di una donna già indipendente e sicura di sé. Ciò di cui la protagonista Thérèse acquista consapevolezza è il bisogno di modificare le proprie certezze, di superare un sistema di valori che il tempo può rivelare inesatto; o se non altro relativo, da valutare di volta in volta di fronte alle singole esperienze e storie di vita. Il cambiamento di Thérèse è contornato da una coloristica cornice, quella degli ambienti tipici del Sud, che risultavano esotici e pieni di fascino per i lettori americani per cui, dopo la fine della guerra civile, quelle regioni erano ancora tutte da scoprire, e per compiacere i quali era nato un genere letterario, il local color, in cui rientra in parte anche Il difetto. Qui vengono dettagliatamente descritti i paesaggi della Louisiana, la quotidianità di Thérèse e degli altri personaggi; sono presentate le usanze, i caratteri, si riportano frasi in dialetto creolo e gite in piroga sulla distesa paludosa del bayou: tra avvistamenti di alligatori, sciami di zanzare e racconti di fantasmi. Protagoniste del romanzo sono quindi due forze: quella del progresso e della modernità, la cui positività è tutta da capire, e quella della natura, travolgente e indiscussa.