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Il Dio bambino

Il Dio bambino

A Praga, nel quartiere di Malá Strana, all’interno della Chiesa di Santa Maria della Vittoria, si trova la Statua del Bambino di Praga, una delle immagini di Gesù Bambino più famose al mondo. È una statua lignea ricoperta di cera, alta poco meno di cinquanta centimetri da sempre oggetto di una speciale venerazione. La statua viene vestita con abiti tessuti a mano e si dice che possa contare su un guardaroba di più di cento capi. La leggenda vuole che la statua sia stata realizzata nel sud della Spagna da un frate carmelitano sconosciuto e che poi, dopo varie vicende, sia stata donata nel 1628 da Polixena von Pernstein, nobildonna ceca, al Priore dei carmelitani scalzi. La statua divenne presto oggetto di devozione e le vennero attribuiti diversi miracoli, tra cui il fatto di aver salvato la città di Praga durante un assedio. Nel 1651 la statua venne portata in pellegrinaggio per tutte le chiese di Praga e nel 1655 il vescovo di Praga pose solennemente sul suo capo una corona d’oro. In seguito, con la pubblicazione nel 1736 di un libro di padre Emerich di Santo Stefano, il Bambino di Praga divenne famoso in tutta Europa e nei secoli successivi il suo culto si allargò sempre di più. Ad oggi, sono più di settanta i luoghi a lui dedicati, tra cui anche il Santuario del Bambino Gesù di Praga sito ad Arenzano...

Quello del Bambino Gesù di Praga è solo uno dei tanti esempi della devozione nei confronti del Cristo bambino, un fenomeno diffuso in tutto il mondo. In questo Il Dio bambino Michele Dolz analizza in modo sistematico questa pratica, andando a cercarne le origini storiche e passando in rassegna tutti i santi e i religiosi che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a diffonderla e a farla loro. Un apposito spazio è dedicato anche alle ragioni teologiche che sono alla base di questo fenomeno e che risalgono fino alle origini stesse della religione cristiana e alla necessità di riconoscere nel Cristo la presenza di una doppia natura, tanto umana quanto divina, in opposizione alle diverse eresie che sostenevano punti di vista differenti: “... mentre la contemplazione del Bambino nel presepio ci mostra la sua debolezza umana, l’annuncio degli angeli ne rivela la grandezza divina”. Ricca è anche la documentazione fotografica, che traccia una storia dell’iconografia del Cristo bambino che parte dal Medioevo fino ad arrivare a Salvador Dalì. Nel complesso un volume molto dotto e documentato che, dato il notevole approfondimento con cui il tema viene trattato, è indicato in primis per un pubblico di veri appassionati della materia.