Il primo ricordo che Roberto Panuccio ha di Loredana Furlin risale all’agosto del 1987. Sullo sfondo la hit dei Los Lobos La Bamba, il canto popolare messicano diventato famoso in tutto il mondo come colonna sonora del film omonimo su tre musicisti morti in un incidente aereo. La notte ha un’aria frizzante, dopo una canicola rovente e un pomeriggio di afa. Sulla spiaggia di Scilla ci sono le tracce dei falò di San Lorenzo. Il Togotà è pieno di gente che beve e balla. Roberto, durante la settimana, lavora per la scuola guida Miceli mentre nei fine settimana si allaccia il casco e sfreccia come pilota dilettante. Comincia con i go-kart e arriva fino in Formula 2. Il proprietario del Togotà, copertura per traffici molto più proficui, è Rosario Libri e lo ha notato da un po’ per la sua sveltezza e la sua intelligenza. Lo prende sotto la sua ala e, in breve tempo, si ritrova a lavorare per lui e i suoi traffici, come corriere e autista fidato. Roberto si sposa poi con Loredana nel 1991. Ma la felicità dura poco perché Panuccio entra presto in galera, condannato a trenta mesi per contrabbando e associazione a delinquere e, una volta uscito, muore in un misterioso incidente stradale a bordo di una Mercedes, sfondando un guardrail. A indagare viene chiamato il giovane pubblico ministero Mimmo Castelli...

Vins Gallico è uno scrittore classe 1976 di Melito di Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria. La realtà della sua regione d’origine è uno dei tratti fondamentali dei suoi ottimi romanzi. Lo Stretto, più che il setting, diventa un vero e proprio protagonista delle storie di Gallico. Nel romanzo in questione vengono evidenziati i legami oscuri tra imprenditoria e malavita in cui la giustizia degli uomini è sempre molto deficitaria agli occhi degli uomini di legge onesti. Questo noir assume quasi i contorni del romanzo storico dato che la trama è incasellata in un luogo e in un periodo ben preciso, ossia la Reggio Calabria dell’inizio degli anni Novanta quando, immediatamente dopo gli attentati ai giudici Falcone e Borsellino, si inizia a respirare l’aria di una rinascita, una “primavera” nella città “bella e gentile” del sindaco Falcomatà. In questo scenario si muovono personaggi molto ben sfaccettati e caratterizzati realmente esistiti come l’educatore di generazioni di laureati cattolici don Farias oppure inventati come il giudice Castelli, con tutti i suoi drammi interiori, o la fredda calcolatrice e vedova nera Loredana Furlis. Un ottimo esordio questo del pubblico ministero Castelli, per il quale speriamo arrivi una serie dedicata.