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Il disegno magico

il disegno magico

Milano è tornata spettrale, dopo un’estate in cui pareva che quella maledetta epidemia fosse finita. Angelo la avvisa che il racconto sarà lungo, Francesca risponde che hanno tempo. Rinchiusi in casa, i due riempiono il tempo immobile della quarantena, lui steso sul letto Angelo racconta… È l’anno 2000 e Angelo ha diciassette anni. È la prima volta che i suoi, invece di andare al mare, decidono di passare le vacanze estive in montagna. La prima volta, e sarà anche l’ultima. Cinzia è bella, di un anno più grande di Angelo, e vive lì, a Pieve di Cadore, con un padre così grosso che fa spavento, mentre il fratello e la sorella sono in vacanza in Belgio. Nel 2022, Francesca quasi se lo vede davanti quell’omone, quel grosso mollusco di cui Angelo le parla, e ha bisogno di alzarsi e camminare per la stanza. Nel 2000, giù nella taverna di casa sua, Cinzia decide di mostrare ad Angelo qualcosa di speciale: gli chiede di fare un disegno di un albero, una casa, un fiume, il mare e le montagne. “Tutto qui?” si chiede Angelo. Ma quel disegno è magico e, per chi sa leggerlo, può rivelare la personalità più nascosta di una persona e perfino predirne il futuro. E quel disegno magico li avvicina tanto, i due giovani, che decidono di andare a pescare insieme, sul Piave, nonostante le minacce del padre di lei. E però il fiume è in piena, la corrente è forte: la vita di Angelo sarà per sempre segnata da quel giorno…

Nella cornice del secondo lockdown, in una Milano semideserta per la paura, due adulti appena conosciutisi si ritrovano per raccontarsi una storia accaduta più di vent’anni prima. E in questo dispositivo narrativo, in cui l’uomo racconta il proprio passato alla protagonista che quasi solo ascolta; nell’andirivieni tra il racconto del presente e il misterioso racconto nel racconto, si illumina a poco a poco l’intreccio delle due vite; così come quel disegno magico che dà il titolo a questo romanzo, che è quasi un trucco di cartomanzia, catalizza le spinte irrazionali che muovono i personaggi. La storia di vendetta che costituisce il filone principale del racconto è ben congegnata, con i suoi sviluppi e i suoi colpi di scena. Funzionano bene i personaggi secondari, alcuni inquietanti, altri comici e altri ancora che assumono un ruolo sorprendente e centrale nello svolgimento della trama. Anche l’ambientazione è efficace, costruita con frequenti riferimenti alla situazione attuale, alternando qualche spunto di riflessione su questioni sociali a qualche rimando a elementi del nostro immaginario collettivo. Il risultato è da manuale: questo romanzo di Raul Montanari – affermato romanziere e insegnante di scrittura creativa – è un prodotto di intrattenimento che funziona benissimo mescolando nelle giuste quantità violenza, sensualità e misteri da risolvere.