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Il domatore di leoni

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Mentre Erika si reca al penitenziario per l’ennesimo colloquio con Laila Kowalska, una donna che anni prima ha assassinato il marito e sulla quale sta scrivendo un nuovo libro, Patrik viene avvisato del ritrovamento di Victoria Hallberg, un’adolescente scomparsa quattro mesi fa mentre rientrava dalla scuola di equitazione. Investita alla periferia di Fjällbacka, mentre vagava nel bosco, assente, scalza e senza meta, la stanno trasportando in ambulanza a Uddevalla, dove Patrik si reca di corsa, compatibilmente con le difficoltà causate dal rigido e nevoso inverno svedese, accompagnato da Gösta, a cui compete l’ingrato compito di avvertire la famiglia. In ospedale, Victoria entra in sala operatoria, dove sarà sottoposta a un delicato e complicato intervento chirurgico a causa delle numerose emorragie interne e del trauma cranico e a cui potrebbe anche non sopravvivere. Tuttavia, i medici fanno notare ai poliziotti che è molto difficile capire tre le lesioni quali siano successive al trauma: anche prima dell’impatto non versava in buone condizioni, e addirittura le avevano asportato lingua e occhi, lasciandolo due cavità nerissime sul volto bianco…

Nono e penultimo romanzo della serie de “I delitti di Fjällbacka”, Il domatore di leoni mantiene intatto lo stile inconfondibile di Camilla Läckberg: una scrittura scorrevole e accattivante, ricca di suspence e colpi di scena, che trattiene il lettore tra le pagine di questo avvincente e intrigante thriller. Ancora una volta si alternano la storia contemporanea a una storia passata che poi, in qualche modo si intrecciano tramite un elemento o un personaggio o una vicenda. Non mancano particolari crudi e brutali, omicidi macabri che – per fortuna – mettono un po’ in ombra la trama rosa della storia tra Patrik ed Erika. Lo stile narrativo è diretto, essenziale, senza troppi fronzoli, tipico dei romanzieri nordici. L’espediente narrativo di Erica che continua a ficcanasare in modo pedante nelle indagini, fornisce al lettore dettagli aggiuntivi che permettono di tenere viva l’attenzione e di creare un percorso parallelo nell’inchiesta, senza tuttavia rivelare nulla del colpo di scena conclusivo. Inaspettato e crudo questo nuovo capitolo, forse uno dei suoi lavori più cupi, dove la Läckberg si riprende il titolo di “signora del giallo nordico”, abbandonato qualche titolo prima quando la storia d’amore e di vita quotidiana dei personaggi principali oscurava un po’ la trama poliziesca, affronta un profondo male interiore, inumano, brutale. Un romanzo che sconvolge con ferocia ma appassiona, dall’inizio alla fine.