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Il drago del Trocadéro

Il drago del Trocadéro

Parigi, 20 luglio 1900. La città è in fermento per la nuova Esposizione Universale e numerosi visitatori riempiono le strade. A metà del ponte Alessandro III si fermano Isamu e il suo vecchio cugino Ichirō Watanabe, per ammirare il panorama mozzafiato dei palazzi dall’architettura inarrivabile. Isamu in verità muore di noia, ma è costretto a mantenere un certo contegno per non offendere Ichirō che lo ospita da alcuni giorni nel suo appartamento. Una sagoma attira d’un tratto la sua attenzione, un uomo che indossa una giacca chiusa da bottoni d’ottone. È un’allucinazione? Appena il tempo di domandarselo che l’uomo è già svanito ingoiato dalla folla. Che qualcuno lo stia seguendo? In questi mesi ha colto la sua occasione per cambiare vita, dopo aver faticato per anni nei campi della barbabietola da zucchero e poi come lavapiatti in un bordello a Honolulu, grazie all’amico Robert Tourette, ma è a Parigi che spera di portare a termine i suoi affari. Quando avrà in mano soldi veri potrà concedersi ben più di un piacere, deve solo sopportare il suo logorroico cugino. Nella ressa, tra uno spintone e l’altro, qualcuno gli infila in mano un biglietto. Leggerlo gli mozza il respiro, è una chiara minaccia quella tra le righe. Accelera il passo per sfuggire al caos e il cugino fatica a seguirlo. Finalmente la ressa dei visitatori dell’esposizione è alle loro spalle, ma la quiete ha un prezzo alto da pagare. Isamu stramazza al suolo, gli occhi spalancati, il sangue che gorgoglia dalle labbra. Ichirō trema al suo fianco mentre osserva, sconvolto, il dardo piumato che gli esce dal petto. Raccoglie il foglietto dalla mano aperta del moribondo e fugge via…

È nell’aprile del 1900, data emblematica che segna non solo l’inizio del nuovo secolo ma anche l’irrompere oramai inarrestabile della modernità e della tecnologia, che a Parigi viene inaugurata l’Esposizione Universale. Attraverso la monumentale porta collocata nella place de la Concorde è possibile percorrere il lungo Senna e visitare i diversi padiglioni della “Fiera del Progresso”, che mette in campo tutte le scoperte tecnologiche acquisite fino a quel momento. Immaginate Parigi accogliere per circa sei mesi oltre 50 mila visitatori da tutto il mondo e allo stesso tempo gestire una crisi idrica (durante l’estate l’acqua di notte non raggiunge le abitazioni). Ecco, è in questa suggestiva e caotica cornice storica che Liliane Korb (è stata redattrice cinematografica e ha gestito una libreria fino al 2004) e Laurence Lefèvre (o Laurence Korb, precedentemente autrice di libri per bambini e di fantascienza), due sorelle parigine, ambientano il loro giallo storico, che narra un’altra delle intricate indagini portate avanti da Victor Legris, giornalista e libraio della “Libreria antica e moderna Elzévir” sita in rue del Saints-Pères 18, insieme ai suoi soci Kenji Mori e Joseph Pignot. Alcuni omicidi vengono compiuti con metodo singolare, circola un messaggio misterioso, si narra di navi alla deriva, scambi di identità, loschi contrabbandieri e altri misteri del genere. Il tutto inserito in una ricca cornice storica, curata nei dettagli. Sullo sfondo la vita privata del trio di detective librai. Le sorelle Korb firmano i loro romanzi dedicati a Victor Legris con lo pseudonimo di Claude Izner (gli unici attualmente pubblicati in Italia), a partire da Il mistero di rue de Saint-Peres, pubblicato in Francia nel 2003 (in Italia arriva nel 2006), riscuotendo un discreto successo anche tra i lettori nostrani.