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Il duca e io

Il duca e io

Londra, 1813. Il nuovo duca di Hastings, Simon Arthur Henry Fitzranulph Basset, è recentemente tornato in Inghilterra dopo un lungo periodo di assenza e naturalmente la sua rinnovata presenza ha attirato gli sguardi della maggior parte delle madri dell’alta società. La stagione della caccia al marito è al suo apice e chiaramente il giovane, nonostante la sua reputazione da libertino incorreggibile, è un partito assolutamente desiderabile. Totalmente impreparato a questa dose quanto mai scomoda di attenzione, lui cerca subito consiglio nel suo migliore amico, Anthony Bridgerton, a sua volta scapolo incallito e completamente sprezzante della vita mondana a cui i nobili come loro sono costretti dall’etichetta. La sera del primo ballo a cui partecipa da tanto tempo, il giovane duca s’imbatte in una scena decisamente singolare: una dama sta cercando di sbarazzarsi di un corteggiatore estremamente insistente e quando Simon decide d’intervenire per salvarla, questa atterra lo scocciatore con un destro ben assestato. Il duca in pochi secondi si scopre profondamente attratto dalla giovane donna, un’intesa destinata a vacillare nel momento in cui scopre la sua identità: lei è infatti Daphne Bridgerton, sorella minore di Anthony. Questo dettaglio frena il desiderio del duca di Hastings, ma non è l’unica remora. Il giovane uomo infatti è quanto mai determinato a non sposarsi nella vita, a causa di un’antica promessa fatta a sé stesso e di un burrascoso rapporto con la figura paterna…

Il duca e io è il primo romanzo della saga romance a cui è stata ispirata la recente serie televisiva di Netflix, Bridgerton, che ha avuto un travolgente successo. Senza lasciar spazio ad anticipazioni o rivelazioni, le similitudini tra libro e serie tv ci sono ovviamente, ma chiaramente i libri lasciano maggior spazio ad un’indagine psicologica e a più personaggi, alcuni dei quali nella serie risultano totalmente assenti. I romanzi di Julia Quinn si presentano in questa prospettiva: una letteratura che vuole ispirarsi a Jane Austen, ma che scrolla il peso di farsi voce del femminismo dell’epoca. In Quinn troviamo una scrittura più leggera e scorrevole, una maggior spensieratezza: il focus è sulla genuinità dei sentimenti, di queste vicende d’amore che seguiamo da più punti di vista. In primis chiaramente l’ottica femminile che non viene mai a mancare, ma veniamo resi partecipi anche della controparte maschile e naturalmente della fonte più autorevole di tutte, ossia Lady Whistledown, la quale riesce a mantenersi costantemente aggiornata su tutte le notizie più succulente riguardo i rampolli più ricercati della società. Julia Quinn nel corso di un’intervista per il “Guardian” con Alison Flood si è dichiarata quanto mai entusiasta per la scelta di Shonda Rhimes di trasporre la sua serie di romanzi in una serie televisiva. In generale si è detta anche soddisfatta dei diversi adattamenti, che han mantenuto l’integrità dei personaggi e dello stesso tema principale, vale a dire la genuinità dell’amore che caratterizza le sue eroine.