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Il faraone d’Olanda

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Zayed Hawass ha perso la memoria a tal punto da non sapere più chi è, ricorda solo questo nome e uno strano segreto. In realtà quel nome è uno pseudonimo. Lui è il professor Herman Raven, il grande egittologo olandese. La sua carriera è stata brillante, la vita in Egitto, gli scavi importanti e molte pubblicazioni scientifiche. Le tombe dei faraoni non hanno segreti per lui e sono stati tanti i sarcofagi che ha aperto per primo. Ma quei giorni sono immersi nella nebbia, i nomi dei faraoni dimenticati, tranne uno: Marneith (Amata dal Nilo). In onore di quella regina ha dato il nome a sua figlia Merie. Dalla morte della moglie è rientrato dall’Egitto per vivere a L’Aia in una grande casa d’epoca con un esteso giardino sul retro. Pur avendo, in seguito, frequentato molte donne non si è mai risposato e non ne ha mai portata una a casa, quella appartiene al ricordo di sua moglie ed è il nido di sua figlia. Adesso che la memoria non gli funziona più molto, Merie preferirebbe che andasse in una casa di riposo, per essere seguito al meglio, ma lui non ne vuol sentir parlare. Lei ha assunto una governante, Anneke, per occuparsi delle faccende domestiche e controllare la situazione. Ogni giorno, dopo il lavoro, Merie passa da suo padre, porta con sé i due figli di sette e cinque anni, che con il nonno hanno un meraviglioso rapporto. È quasi impossibile tenere in casa Hawass, esce ogni giorno per lunghe passeggiate e a volte smarrisce la via del ritorno. Per ovviare a questo Merie gli appende al collo un cartellino plastificato con scritto l’indirizzo di casa e il numero di telefono. Questo cartellino Hawass non lo dimentica mai, ci va anche a dormire. Come neppure dimentica che in cantina custodisce un segreto, che protegge da tanti anni e che vorrebbe riportare in Egitto. Per farlo però, ha bisogno dell’aiuto di un caro amico…

Kader Abdolah è nato in Iran nel 1954. È stato perseguitato prima dallo scià poi dal regime di Khomeini. Nel 1988 è fuggito in Olanda, dove è stato accolto come rifugiato. Ha scritto molti libri, tutti raccontano della rivoluzione iraniana, dell'esilio, dell'Olanda, del dolore. Sono tutti basati sulle sue esperienze personali. Il faraone d’Olanda è un romanzo pieno di humour e poesia, sull’amicizia, la memoria, sul senso del ritorno a casa e anche se non attinge direttamente alla vita dell’autore, contiene temi a lui molto vicini. Herman Raven, il protagonista, sta perdendo la memoria, come pure la mamma dell’autore per via dell’'Alzheimer. L’idea della mummia egizia nascosta in cantina deriva da una suggestione provata visitando la sezione sull’antico Egitto del British Museum. Tante mummie di re, regine, principi, principesse che non appartenevano a quel posto, erano stati sradicati e sarebbero dovuti tornare a casa. “Enna lellah en enna elahje radjun, Tutti torniamo al luogo da dove siamo venuti”, questo almeno è l’auspicio di Kader Abdolah. Tema essenziale del romanzo è l’amicizia. Fra i due protagonisti Zayed e Abdolkarim e tra i loro figli, che cercano in ogni modo di sostenere i propri genitori. È grazie all’amicizia tra i due anziani uomini che la parola data a Merneith e ai suoi coccodrilli viene mantenuta, ed è grazie alla stessa amicizia che due mondi si incontrano, scoprendo di non essere poi così lontani e diversi. Fanno da cornice alla storia la vecchiaia e la morte, passaggio obbligato per ogni essere umano. La memoria che se ne va, l’energia mentale che vacilla, porta i due amici a correre contro il tempo per portare a termine la loro improbabile missione. Abdolkarim continua nell’impresa, arrivando a farla coincidere con il suo grande rimpianto che si fa urgenza, quello di tornare a casa, al suo villaggio natale in Egitto. Zayed e Abdolkarim sono uno nell’altro, nell’atmosfera magica e fiabesca che aleggia in tutto il romanzo. Il faraone d’Olanda è una tenera storia di supporto vicendevole, di compassione, mentre tutto sta volgendo al termine, perso nell’oblio della memoria, dopo mezzo secolo di amicizia indissolubile. È un romanzo cha va dalle grandi civiltà del mondo antico alle piccole storie di ogni giorno.